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Edilizia, un anno nero

Edilizia, un anno nero

Da gennaio a oggi non sono state rilasciate concessioni

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MACOMER. Che l’edilizia era in crisi anche a Macomer lo si sapeva da tempo. A confermare che il settore è quasi alla paralisi arrivano ora gli ultimi dati sulle concessioni edilizie e sulle Duap rilasciati nel 2014 dal comune di Macomer. L’ultimo elenco pubblicato dall’ufficio tecnico è quello del mese di novembre. In undici mesi l’ufficio non ha rilasciato neppure una concessione per nuove costruzioni e lo stesso vale per le Duaap (la dichiarazione autocertificativa unica per le attività produttive). È poco probabile che a dicembre vengano richieste autorizzazioni edilizie per nuove costruzioni. Nel 2013 le cose erano andate meglio, con quattro concessioni per nuovi edifici, tra le quali quella per la realizzazione della Rsa rilasciata alla Asl, della quale è stata posata la prima pietra e si è ora in attesa di vederla nascere. Nell’anno che si concluderà fra venti giorni non è stata rilasciata neppure una. Le concessioni sono in calo anche per le ristrutturazioni o altri piccoli interventi che richiedono un’autorizzazione, appena 31 in undici mesi più 34 Duaap, mentre l’anno scorso erano 42 più 63 Duaap. Gran parte delle concessioni rilasciate dal comune nel corso del 2014 si riferisce a piccoli lavori di ristrutturazione di locali esistenti, varianti per lavori già autorizzati, rifacimenti di tetti, ampliamenti insignificanti, divisioni di locali, accertamenti di conformità e cambio di destinazione d’uso. A dare lavoro alle imprese locali è soprattutto l’edilizia privata, che però è ferma, o quasi. Tenere un’impresa ferma in attesa che cambino gli scenari economici significa caricarla di costi che non sono compensati dalle entrate. Diverse hanno perciò cessato l’attività. Altre hanno cercato lavoro altrove, ma in Sardegna gli scenari non sono migliori per cui accade che delle piccole imprese edilizie rimangano inattive per lunghi periodi. A dare lavoro alle piccole imprese di muratori erano soprattutto i privati, ma con la crisi e la chiusura delle industrie non ci sono più soldi per costruire o ristrutturare case e di conseguenza manca il lavoro. (t.g.t.)

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