Soddu: «Ora sistemeremo il bilancio»
Intervista al nuovo sindaco. Le priorità: «Verificare tutti i conti del Comune e rilanciare la macchina amministrativa»
NUORO. «No, assolutamente no. Pensavamo a uno scarto di pochi punti percentuali, non a un raddoppio così». A metà mattinata, Andrea Soddu parla e marcia a passo deciso lungo via Roma. Ci prova, almeno, il nuovo sindaco di Nuoro, dato che in quelle poche centinaia di metri che stanno tra la sua casa di Santu Predu e il palazzo municipale, non c’è nuorese, signore e signori, giovani e meno giovani, che non si fermi con un sorriso stampato e due battute pronte all’uso dopo il prodigio della notte più lunga nella Nuoro la Rossa che Rossa non è più da poche ore. La roccaforte che si è sbriciolata come un biscotto nelle segrete stanze del ballottaggio.
«Buongiorno, sindaco».
«Buongiorno».
«Ciao, Andre’, mi raccomando... in bocca al lupo».
«Complimenti».
«Bonos printzipios e mentzus fines».
«Pitica s’asfaltatura!».
«È il miracolo della politica – riprende fiato Soddu –, evidentemente questa città si sentiva quasi tappata, la voglia di dare una scossa, del resto, era chiara». E chiara significa 68,39% di preferenze, in voti: 10.482, contro il 31,61% di Sandro Bianchi, 4.844 voti. Uno scarto abissale di 5.638 schede.
Il suo gruppo ne era convinto, fin da subito.
«Noi concorrevamo per vincere, fin dall’inizio» risponde d’acchito il neo sindaco.
Con un’aggregazione civica, sei liste insieme: Scegliamo Nuoro, Ripensiamo Nuoro, La Città in Comune, La Base, Psd’Az e Atene sarda...
«Sapevamo che eravamo nella direzione giusta e che potevamo ambire ad avere responsabilità di governo. Ben sapendo che i nostri competitors, il Pd e gli altri del centrosinistra, con una lunga tradizione e una organizzazione radicata, rappresentavano un avversario politicamente temibile e molto duro con il quale misurarsi. Parlando con le persone, abbiamo constatato che soffiava un vento fortissimo di cambiamento e il cambiamento è il vento che gonfia la nostra vela. È allora che ci siamo resi conto che Nuoro voleva darci questa grande fiducia. È con loro, con tutti i nuoresi, che vogliamo disegnare il futuro possibile per la nostra comunità».
Comunità: una parola chiave nel suo programma.
«Per me ha un senso essere sardi ed essere sardi delle zone interne perché mi sento appartenente a una comunità che condivide valori, che sa che solo cooperando può sognare soluzioni e realizzare progetti. Anche in contraddizione al detto popolare che vuole noi sardi divisi e invidiosi gli uni degli altri. In realtà siamo un popolo e come popolo ci dobbiamo muovere, ma è necessario che la politica trasmetta serenità e spirito di collaborazione e dialoghi con le persone».
È vero che in piena campagna elettorale ha incontrato il segretario regionale del Pd Renato Soru?
«Assolutamente no, mai visto in vita mia. È una notizia falsa che qualcuno ha messo in circolazione ad arte. È vero, invece, che ho incontrato Soru, Salvatore, Bobore Soru, “il Soru povero”, come lui stesso si definisce. È un nostro sostenitore e alla Stazione di via Lamarmora ci siamo fatti pure una foto insieme».
Ironico e solare, questo avvocato quarantenne diventato sindaco di Nuoro con una valanga di voti. Pronto a tornare serio, quando serie sono le questioni da affrontare.
Con le ultime sentenze definitive di condanna al pagamento di espropri, il Comune di Nuoro è sull’orlo della bancarotta. Per lei sarà una bella gatta da pelare...
«La prima operazione da fare è prendere in mano il bilancio e verificare lo stato reale dei conti. Poi la macchina amministrativa. Una volta fatto questo, studieremo una strategia per sanare la situazione e riportare il bilancio in una condizione ordinaria. Adotteremo un bilancio sociale leggibile da tutti i cittadini e costantemente accessibile ai consiglieri, così da poterne garantire efficacia ed efficienza».
In che modo?
«Nel processo di elaborazione delle strategie di uscita, sarà necessario il contributo di tutti i rappresentanti politici del territorio. Il nostro obiettivo è rimettere in ordine il bilancio al fine di diminuire l’imposizione fiscale locale, salita di oltre il 50% dal 2009 a oggi».
Accennava alla macchina amministrativa...
«Dobbiamo fare in modo che la macchina amministrativa del Comune si trasformi in quell’apparato snello e competente che serve a portare a buon fine i progetti di breve, medio e lungo termine che abbiamo in testa. I dipendenti comunali devono sentirsi parte di una squadra, devono avere un senso di appartenenza, l’orgoglio di essere dipendenti del Comune di Nuoro».
Con la caduta della Roccaforte rossa, ora cambia la geopolitica cittadina. Cosa succederà alla Asl, la Fiat di Nuoro?
«Il sistema sanitario locale è fondamentale e vigileremo per garantire la migliore qualità del servizio possibile per i nostri cittadini. Difenderemo con tutte le nostre forze la centralità della Asl di Nuoro, e di tutti i suoi posti di lavoro».
Ma la Regione sta puntando su Olbia. Il futuro sembra essere il Mater di Olbia.
«È chiaro che il Mater di Olbia potrebbe rappresentare un rischio al mantenimento e al rafforzamento della nostra Asl. Credo che nel territorio regionale la politica debba orientare il sistema nel suo complesso a far sì che ognuno giochi il suo ruolo in maniera efficiente. Per questo vigileremo sull’Asl nuorese».
Una grande responsabilità, la sua, signor sindaco.
«Certo, sarà una responsabiltà parametrata all’impegno con la tenacia che spetta a un vero barbaricino».
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