Orgosolo, slacci dell’acqua il sindaco resta contrario
Dopo la sentenza del Tar, Deledda insiste nello schierarsi al fianco della gente «Approvvigionamento idrico imprescindibile. Sempre con le fasce più deboli»
ORGOSOLO. «La nostra amministrazione è schierata a fianco della sua gente». Dionigi Deledda sintetizza con questa frase la scelta di emanare un’ordinanza ad hoc contro gli slacci selvaggi delle utenze, praticati da Abbanoa, presa durante il precedente mandato e cassata pochi giorni fa dal Tar della Sardegna. «Il tribunale amministrativo – fa sapere il sindaco – ha preso una decisione certamente ineccepibile dal punto di vista normativo. Secondo i giudici dell’organismo giurisdizionale, infatti, manca un riferimento legislativo, che garantisca quel minimo vitale di approvvigionamento idrico imprescindibile, a favore delle fasce più deboli, che non pagano perché vivono di pensioni minime, di stipendi bassi, di difficoltà ed incertezze».
«Come successo in altri comuni – spiega Deledda – ho voluto come lanciare un sasso dentro lo stagno, perché si avesse la chiara ed evidente consapevolezza che esiste la necessità di scrivere regole e disposizioni, le quali tutelino coloro che ne hanno più bisogno». Basterebbe, insomma, applicare la prassi utilizzata, ad esempio, dall’Enel, che in caso di morosità, riduce il voltaggio ma non spegne del tutto la corrente. Una scelta di buonsenso, favorevole a quelle situazioni particolari, dove non si può far fronte alle troppe spese e ai continui esborsi di denaro. Situazioni, che coinvolgono un gran numero di persone purtroppo, le quali comunque hanno diritto a condurre un’esistenza quantomeno decorosa. «È prima di tutto una questione di giustizia sociale – afferma il sindaco di Orgosolo – abbiamo il preciso dovere morale e civico di evitare il possibile divampare di tensioni all’interno della nostra comunità, di impedire il rischio e l’insorgenza di gravi problematiche igienico-sanitarie, che sfocino nell’isolamento e nella ghettizzazione di una parte della nostra popolazione. Si tratta di drammi ed eventualità, che andrebbero a riguardare gli anziani, le persone sole, le famiglie dove manca il lavoro – aggiunge il sindaco – Nei confronti di ciascuno di essi dobbiamo spenderci, perché ne va della dignità dell’individuo, alla quale è strettamente collegata la sua libertà. Abbanoa, nel frattempo, continua a tenere comportamenti, che non riteniamo consoni rispetto a quella che dovrebbe essere la corretta gestione di un bene primario: consumi calcolati su base presuntiva, guasti e disservizi, fatturazioni eccessivamente esose a danno dei cittadini. Di fronte a questo atteggiamento – conclude – non possiamo, allora, che ribellarci ed esprimere tutto il nostro disappunto, ritenendo che l’organizzazione dell’acqua pubblica sia cosa ben più seria».
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