Macomer, un comune sempre più multietnico
Dai dati Istat emerge che il 2, 29 per cento dei residenti è costituito da stranieri Prevalgono i cittadini romeni: a seguire marocchini, cinesi, senegalesi e serbi
MACOMER. Il 2,29% della popolazione residente a Macomer è costituita da stranieri. Al 31 dicembre del 2014, su una popolazione di 10.295 residenti 236 erano cittadini stranieri per la gran parte provenienti da paesi extracomunitari. Il loro numero è in crescita. Macomer si scopre multietnica, ma non è una novità perché i cittadini provenienti da altre nazioni che si sono trasferiti in città sono in buon numero già da una decina d’anni e tendono ad aumentare negli anni. Si tratta di persone ben integrate nel contesto economico e sociale, ma non del tutto inserite, forse anche per loro scelta, nella vita della comunità. Le scritte razziste comparse da poco e nei mesi scorsi sui muri di alcuni rioni cittadini, anche se sono espressione di una minoranza, hanno perciò suscitato delle perplessità. È vero che sono legate all’ipotesi di trasferire a Macomer una parte consistente di immigrati sbarcati in Italia ai quali altri paesi europei stanno chiudendo le porte e all’utilizzo del carcere. Come ha spiegato anche il sindaco, si tratta di reazioni legate a paure accentuate dalla crisi e dal timore che il disagio economico locale possa entrate in competizione con gli stranieri per l’assistenza e il lavoro. Il sindaco ha anche detto che la città non chiude le porte a nessuno, ma un’operazione di questo tipo andrebbe comunque pianificata, concordata e dotata nel necessario supporto finanziario, escludendo qualsiasi ipotesi di utilizzare l’ex carcere per il quale ci sono altri progetti di impiego. L’uso del carcere, che non è una scuola o un albergo in disuso, comporterebbe ristrutturazioni impossibili. Per un diverso utilizzo sarebbe necessario raderlo al suolo e ricostruirlo in base alla nuova destinazione.
Da sempre Macomer ha aperto le porte al forestiero, che fino a pochi decenni fa era sardo e si trasferiva per motivi di lavoro. Negli anni Settanta e Ottanta gli “immigrati” erano tecnici dell’industria che lavoravano a Ottana o a Tossilo. Si può dire che di macomeresi doc, di quelli che vantano un’ascendenza di una decina di generazioni, non ne siano rimasti tanti. I 236 stranieri censiti dall’Istat sono quelli che risultano all’anagrafe, ma probabilmente il loro numero è maggiore di quello indicato nel dato ufficiale. Prevalgono i cittadini romeni, 70 in tutto di cui 16 maschi e 54 donne. Le donne lavorano in prevalenza come badanti di persone anziane, gli uomini nelle attività agricole. Al secondo posto i marocchini, 54 in tutto. Molti svolgono attività di commercio ambulante. I cinesi sono 28 e gestiscono attività commerciali. Al quarto posto i senegalesi, che sono 22, e al quinto i serbi, 18 in tutto. Dei 236 stranieri residenti a Macomer 83 provengono da paesi europei, 90 dall’Africa, 36 dall’Asia e 5 dall’America centro-meridionale.
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