La Nuova Sardegna

Nuoro

Il Comune come un esattore

di Tito Giuseppe Tola
Il Comune come un esattore

L’assessore alle Finanze: «Una parte di Imu e Tasi va direttamente allo Stato»

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MACOMER. Una parte consistente di Imu e Tasi incassati dal comune di Macomer finisce direttamente nelle casse dello Stato, per conto del quale il Comune è obbligato a fare da esattore. Il gettito dei tributi comunali nel 2014 è di 4.619.981,90 euro. Lo Stato ha trattenuto più di un milione, al quale si somma l’intero gettito dei capannoni industriali e di tutti gli immobili di categoria D, che non sono pochi spiccioli. L’assessore alle finanze del Comune, Gianfranco Congiu, integra le informazioni sulla tassazione locale a Macomer contenute in un articolo pubblicato nei giorni scorsi e puntualizza che una parte consistente del gettito finisce nelle casse dello Stato. «Nella sostanziale correttezza dei dati riportati – spiega – nulla viene detto in merito ad alcune significative trattenute che lo Stato riserva per sé. Sull’Imu, rispetto a un totale accertato in euro di 1.235.000, lo Stato trattiene 497.227,26 euro, e sulla Tasi, rispetto ad un totale accertato di euro 1.231.000, ne trattiene 511.931,97. Queste somme vanno ad alimentare il fondo di solidarietà comunale».

Il fondo di cui parla l’assessore Congiu è una specie cassa alimentata da una parte dell’Imu di competenza dei comuni (quella che va allo Stato non si tocca). Quei soldi, ridistribuiti, dovrebbero servire per livellare le disuguaglianze tra comuni, i quali versano il 38,23% di quanto incassano. L’Imu su alcune tipologie di immobili va interamente nelle casse dello Stato. «Sempre sull’Imu, è vero che il gettito maggiore arriva da commercianti e imprese – prosegue l’assessore –, ma non è stato detto però che tale gettito (in particolare quello degli immobili in categoria D, che per intenderci sono capannoni, fabbriche, alberghi, teatri e cinema, case di cura, ospedali, banche, assicurazioni, fabbricati produttivi connessi alle attività agricole e altri) lo Stato lo riserva interamente per sè, imponendo al Comune l’applicazione dell’aliquota minima dello 0,76%».

Chi ci mette la faccia nei confronti dei cittadini sono gli amministratori del comune che applica la tassa. L’ente locale drena le risorse, che in parte e per una quota importante, finiscono nelle casse dello Stato. «Dai tributi comunali accertati dal comune di Macomer nel corso dell’esercizio 2014, che ammontano a 4.619.981,90 euro – spiega Gian Franco Congiu – , lo Stato ha trattenuto più di un milione di euro, ai quali vanno aggiunti 102.503,24 euro quale contributo del comune per il riequilibrio della finanza pubblica, oltre all’intero gettito dei capannoni e degli immobili di categoria D». A questo si sommano le minori entrate. Nel 2014 il fondo di solidarietà comunale è sceso a 633.096 euro  su una base di 2.037.367. A Macomer il peso delle tasse sugli immobili è da sempre gravoso. Nel 2012 l’aliquota Imu su seconde case e locali commerciali era del 9,5 per mille.

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