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Nuoro

Truffa delle case, coppia di Siniscola finisce a processo

NUORO. Si è aperto ieri, ma poi è stato subito rinviato all’inizio di novembre per l’audizione dei primi testimoni dell’accusa, il processo che vede una coppia di siniscolesi, Manuela Dalu, e Mario...

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NUORO. Si è aperto ieri, ma poi è stato subito rinviato all’inizio di novembre per l’audizione dei primi testimoni dell’accusa, il processo che vede una coppia di siniscolesi, Manuela Dalu, e Mario Albino Andrea Tatti, a processo con l’accusa di aver fatto una truffa legata alla vendita di un appartamento di un complesso residenziale della zona. Secondo l’accusa, e il decreto di citazione a giudizio davanti al giudice monocratico Daniela Russo, i due, avrebbero fatto credere a due siniscolesi, di essere «costruttori edili di un complesso residenziale composto da sei appartamenti a schiera a Siniscola, in località Sa Sedda», e in virtù di questo, per l’accusa, «ricevevano dalle persone offese la somma di cinquemila euro a titolo di acconto, in vista della stipula del contratto preliminare e del contratto definitivo di compravendita di una di queste unità immobiliari, senza che tuttavia tali atti venissero successivamente stipulati». Ciò che mancava, infatti, stando a quanto raccolto nel corso delle indagini, era proprio il progetto per realizzare questo complesso residenziale, «in quanto il fondo sul quale sarebbe dovuto sorgere il complesso abitativo era di proprietà di altra persona e mai acquistato dai sedicenti costruttori». Per la Procura che ha coordinato l’inchiesta, insomma, i due attuali imputati non avevano alcun titolo per vendere quegli appartamenti, anche perché questi ultimi non esistevano, e il terreno peraltro non apparteneva a loro.

I due imputati, marito e moglie, stando al decreto di citazione diretta a giudizio, avevano affidato un architetto della zona, «la realizzazione di detto progetto con l’incarico di curare la pratica presso il Comune di Siniscola ai fini del rilascio della concessione edilizia», e «approfittarono della fiducia riposta dalle persone offese nell’architetto, il quale fece da intermediario in buona fede, tra le parti per l’acquisto dell’unità immobiliare». In questo modo, insomma, per la Procura, i due si erano procurati «un ingiusto profitto pari a 5mila euro». Il processo nei confronti di Manuela Dalu, difesa dall’avvocato Martina Cocco, e Mario Tatti, difeso dall’avvocato Nello Ziri, entrerà nel vivo, dunque, a novembre. Le parti offese, invece, sono rappresentate dall’avvocato Simonetta Pinna. (v.g.)

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