La Nuova Sardegna

Nuoro

Operatori turistici disperati: troppe alghe

di Paolo Merlini
Cumuli di alghe nel litorale di Orosei
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Cumuli di alghe nel litorale di Orosei

Da Siniscola a Orosei imprenditori e amministratori chiedono norme più flessibili per la pulizia della posidonia spiaggiata

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NUORO. Operatori turistici disperati, villeggianti in fuga, o quasi: nel pieno della stagione estiva è emergenza alghe in alcune delle spiagge più belle della provincia. E le amministrazioni comunali si presentano ancora una volta impreparate a fronteggiare un fenomeno che si ripete con frequenza e dimensioni maggiori. Appartengono a Orosei e Siniscola, in particolare, i tratti di costa dove la posidonia spiaggiata, questo il termine tecnico, ricopre gli arenili e ostacola la balneazione. Si salvano Posada e Dorgali.

Un fenomeno naturale, si dirà, e lo dicono in particolare gli ambientalisti che vedono gli accumuli di posidonia come un argine all’erosione delle coste, e una risposta della natura – attraverso questo suo “indicatore biologico” – alle aggressioni dell’uomo: la pesca a strascico anzitutto, ma anche l’inquinamento dovuto a scarichi fognari e a un’eccessiva antropizzazione. Insomma, in più di un caso è il serpente che si mangia la coda: in un vasto tratto del litorale di Orosei, per esempio, da Sas Linnas Siccas sino a Cala Ginepro, non esiste ancora una rete fognaria (Abbanoa l’ha appena appaltata), e le abitazioni e le strutture ricettive che ospitano ogni anno decine di migliaia di turisti sono dotate di fosse settiche come accadeva nel secolo scorso. È facile intuire come la situazione possa precipitare se ci si trova di fronte a comportamenti disonesti che sfuggono ai controlli.

Ma il problema della posidonia spiaggiata riguarda anche i territori più preservati ed è dovuto a cause del tutto naturali, legate al clima o alle particolari caratteristiche di una cala. Un fenomeno dunque che si verifica puntualmente, in particolare nella stagione invernale, e in generale “scompare” con le ultime grandi mareggiate e l’arrivo dell’estate. Il fatto è che quest’anno ha avuto dimensioni eccezionali, e le mareggiate di aprile e maggio non sono riuscite a fare in modo che il mare si “riprendesse” la posidonia.

Accade a Capo Comino, nel territorio di Siniscola, dove la presenza delle alghe è una costante in alcune delle spiagge più belle. Quest’anno, però, come testimoniano i soci dello stabilimento Isola Rossa a S’Ena ’e Sa Chitta, la presenza ha assunto dimensioni eccezionali, e soprattutto le alghe ricompaiono puntualmente il giorno dopo essere state rimosse. Non aiuta a risolvere il problema il fatto che non si possa intervenire per rimuoverle con ruspe o trattori superiori ai due quintali e mezzo (e stoccarle in un’area poco distante, generalmente indicata dal Corpo forestale, per essere ricollocate a fine stagione nel luogo di provenienza, come stabilisce la norma regionale 942/2008).

Stessa situazione a Santa Lucia, dove la coop Primo Maggio, titolare del camping La Mandragola, che da quest’anno è titolare di una concessione per l’affitto di ombrelloni, non ha ancora potuto iniziare l’attività. Ha così deciso di unire le forze con l’altro camping di Santa Lucia, il Selema, e con la scuola di vela Amfibie Treks. E pulire tutto a proprie spese, anche nel litorale pubblico, visto che il Comune non avrebbe i fondi necessari. Più a sud, invece, nel territorio di Orosei, la coop che gestisce l’ingresso in auto verso la spiaggia di Sa Curcurica parla di stagione compromessa. Poco più avanti c’è l’enorme distesa di ombrelloni degli alberghi Cala Ginepro Hotels e Torre Moresca. Qui la ruspa è perennemente al lavoro: il problema è che sono state create, poco rispettosamente, due montagne di alghe proprio ai lati degli stabilimenti, nella spiaggia libera da concessioni.

Non c’è ombra di alghe nell’oasi di Biderosa, per la gioia della coop Le Ginestre che gestisce l’ingresso in auto alla riserva protetta dall’Ente Foreste, e forse è più di una coincidenza.

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