Nuoro, Barbagia struzzi si difende: "Non siamo stati chiusi"
La fattoria della zona di Su Tuvu racconta la sua odissea dopo un controllo
NUORO. La scimmietta Boboreddu, nuorese come il nome che porta, così come la cangurina Fortunata e tutti gli altri animali della fattoria “Barbagia Struzzi”, a obiettivi e telecamere ci sono ormai abituati. Ma certo non si aspettavano di finire nel tritacarne mediatico per presunto “abusivismo”. Non edilizio, chiaramente, ma zoologico. È successo, infatti, che la “scappatella” di alcune ore del leopardo Kate da uno zoo privato di Guspini, nei giorni scorsi ha innescato una serie di controlli incrociati da parte del ministero che ha dato mandato alla Forestale. E i controlli hanno finito per coinvolgere l'unica altra realtà simile presente nell'Isola: “Barbagia Struzzi”, appunto, che – per inciso – non ospita felini o altri animali considerati “pericolosi”. La miccia è ormai accesa, e non passano molte ore perché ne nasca un incendio mediatico di proporzioni esagerate: “Sigilli alla fattoria Barbagia Struzzi”, “La Forestale chiude zoo abusivo a Nuoro” e via elencando.
A Su Tuvu, nell'agro idilliaco di Nuoro, i cellulari dei titolari, Massimiliano Demontis e sua moglie, Maria Giovanna Zizzi, cominciano a trillare da presto: «Ma cos'è successo»?«Una cosa è certa _ ci tengono a precisare i titolari di “Barbagia Struzzi”, ancora amareggiati per l'accaduto _ la fattoria non è mai stata chiusa, e tanto meno è mai stata abusiva». Ma allora cosa è successo? «L'unica contestazione che ci è stata mossa riguarda la presenza (detenzione è un termine che, per quanto giuridicamente corretto, qui non è proprio amato, ndc) di alcune specie (come il cebo cappuccino Boboreddu) per le quali siamo in attesa di autorizzazione e permesso Cites. Il sequestro, quindi, ha riguardato solo alcune recinzioni: peraltro gli animali sono stati comunque affidati a noi in custodia giudiziale».
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