Agostino e le sue terme
Dorgali, il custode di San Giovanni Su Anzu inizia la stagione
DORGALI. Riparte ancora da Agostino Sale la gestione delle terme di San Giovanni Su Anzu. Lo scorso anno aveva minacciato di dare le dimissioni, ma ai primi caldi, Austineddu, si è ripresentato puntuale a “sa lapia” come viene chiamata in dorgalese la vasca di acqua sulfurea di epoca romana, a qualche chilometro dal centro abitato, da sempre meta di sofferenti alle articolazioni e dolori reumatici in genere. Potrebbe essere un’ulteriore fonte di aiuto per l’economia del paese invece non è mai stata presa nelle dovute considerazioni nè dai privati nè tanto meno dalle varie amministrazioni che si sono susseguite finora. Chi ha capito che le terme potevano essere un affare è proprio Agostino che a modo suo si prende cura della piccola struttura, ma non è per nulla contento di come stanno andando le cose.
«Ho dovuto pagare di tasca il taglio dell’erba nel piazzale antistante, c’è da riparare alcuni vetri e non solo».
Che Agostino in quelle terme abbia un ruolo importante, lo si capisce appena si arriva dalla strada che collega la Statale 125 con le spiagge di Cartoe e Osala. A lato della porta d’ingresso nel muro, c’è un grande affresco che lo ritrae mentre offre un bicchiere di vino ai “suoi” ospiti. A fianco della porta, un secchio, una scopa e una cassettina per le offerte. La struttura è composta da due stanze che fungono da spogliatoi dalle quali si può accedere direttamente alla vasca al coperto i una trentina di metri quadri.
Oltre a dare il benvenuto e ad offrire il suo cannonau, Agostino descrive le proprietà terapeutiche dell’acqua sulfurea con le sue caratteristiche bollicine che salgono da sotto la sabbia. (n.mugg.)
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