Siniscola, lunedì rubinetti a secco
I lavori alla diga di Maccheronis spostati di alcuni giorni. Il sindaco: «La stagione è compromessa»
SINISCOLA. Campagne e abitazioni della costa orientale resteranno a secco non oggi ma lunedì mattina. L’accordo di rinviare l’inizio dei lavori che il consorzio di bonifica eseguirà su una condotta irrigua per la rottura di una tubazione che porta l’acqua dall’invaso della diga Maccheronis ai potabilizzatori di Torpè, Siniscola e Posada, è stato trovato ieri mattina tra i sindaci baroniesi e i vertici del consorzio. La decisione permetterà agli utenti di avere più tempo per fare scorta d’acqua e far trascorrere un weekend senza problemi alle migliaia di persone che hanno la seconda casa a Siniscola e Posada. Da lunedì mattina però i rubinetti delle abitazioni, degli alberghi e dei residence resteranno a secco per almeno 36 ore aggravando quindi la già pesante situazione di chi è costretto a fare i conti con le ordinanze di non potabilità dell’acqua. L’intervento di riparazione è urgente. «La tubazione si è rotta in agro di Torpè e l’intervento da eseguirsi con il personale del consorzio comporterà necessariamente l’interruzione dell’erogazione idrica ai fini irrigui e civili», si legge in una nota. Nelle campagne, vista l’impossibilità di chiudere le condotte, il consorzio con un’ordinanza vieta l’utilizzo dell’acqua residua in rete per usi diversi da quelli civili. «Disagi che si succedono a quelli che già viviamo da tempo – dice il sindaco di Posada Roberto Tola – A causa delle restrizioni idriche, dell’acqua torbida e delle ordinanze di non potabilità la stagione turistica è ormai compromessa e sarà difficile tornare alla normalità prima della fine dell’estate. C’è da attendersi anzi un peggioramento per i prossimi giorni visto che quando si vanno a sostituire o riparare le condotte l’acqua in arrivo ai potabilizzatori è di pessima qualità». I sindaci di Siniscola e Posada hanno presentato due esposti alla Procura della Repubblica di Nuoro chiedendo se ci fossero responsabilità penali di Consorzio e Abbanoa sulla pessima qualità dell’acqua erogata che ha costretto i primi cittadini ad emettere le ordinanze di non potabilità che riguarda le case di gran parte dei paesi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
