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Nuoro

Ufficio del giudice di pace, salvezza appesa a un filo

di Homar Farina
Ufficio del giudice di pace, salvezza appesa a un filo

Siniscola, solo un cambio di direzione entro il 30 luglio potrà cambiarne il destino Antonio Satta: «Disagi per chi sarà costretto a raggiungere la sede di Nuoro»

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SINISCOLA. Svanisce la possibilità di ripristino della sede del Giudice di pace a Siniscola, salvo un improbabile ma non impossibile cambio di direzione entro il prossimo 30 luglio. Con un comunicato, riportante il verbale di seduta datato 16 giugno dove erano presenti i sindaci della circoscrizione di Siniscola, Posada, Lodè e Torpè viene resa nota l’impossibilità di far fronte agli oneri di gestione della figura giuridica «da ripartirsi – si legge nella nota – tra i quattro comuni indicati, vista la mancata compartecipazione dei comuni di Budoni e San Teodoro».

Siniscola avrebbe messo a disposizione una sede a proprie spese. La riapertura dei termini per la presentazione documentale, grazie al Milleproroghe, doveva servire, secondo Zente Nova, ad attivarsi immediatamente già dal mese di febbraio per individuare due figure professionali del distretto, così da colmare il vuoto lasciato dalla riorganizzazione effettuata dal Ministero, avendo ad ottobre, presentato domanda oltre il tempo limite consentito.

Per Antonio Satta si tratta di una grave perdita per il territorio con «notevoli disagi per chi sarà costretto a raggiungere la sede di Nuoro per questioni giudiziarie».

Sull’assenza al tavolo di confronto dei comuni di Budoni e San Teodoro il sindaco Giuseppe Porcheddu ha dichiarato di non essersi mai tirato indietro sulla questione ma anzi, di aver dato più volte parere favorevole alla ripartizione degli oneri di gestione. «Nonostante la nostra assenza agli ultimi incontri – ha sottolineato Porcheddu – se un capro espiatorio va trovato lo si ricerchi altrove». Dal canto suo il neo eletto sindaco, Domenico Mannironi, allineandosi a quanto detto dal collega budonese ha dichiarato: «Essere neo eletto e non conoscere a fondo i costi di gestione, non significa che ci si possa defilare dall'appoggiare la rivendicazione di una figura tanto importante».

È del 14 luglio la deliberazione di giunta che concede in comodato d'uso la ex sede del Giudice di pace, situata in via Triete, all'Inps. In premessa viene riportata come causa di nuova assegnazione il mancato mantenimento della sede del Gdp che viene, inspiegabilmente, dato per certo, prima del termine ultimo del 30 luglio, come se sulla questione fosse calato il sipario prima del tempo.

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