Confesercenti: «Stop ai tavolini selvaggi»
L’associazione di categoria contesta il consumo degli alimenti sul posto nelle attività artigianali. «Troppe autorizzazioni»
NUORO. Chiede al Comune norme chiare, la Confesercenti di Nuoro. Un regolamento che disciplini e metta un freno a una prassi «che sta dilagando oltre ogni misura in città», dice l’associazione di categoria. La prassi è quella di consentire alle attività artigianali – ad esempio, gastronomia da asporto e soprattutto pizzerie al taglio –, di vendere alimenti che vengono poi consumati sul posto. E questo grazie alle autorizzazioni degli uffici comunali che consentono di utilizzare spazi pubblici per sistemate tavolini e sedie dove far accomodare la clientela, snaturando di fatto l’attività. Che si trasforma praticamente in un bar, pur non avendo i requisiti richiesti per essere bar (ad esempio, la presenza di servizi igienici).
Ciò che, in sostanza, l’associazione contesta è il numero eccessivo di tavolini e sedie sistemate dalle attività artigianali per il consumo sul posto dei propri prodotti, cosa che sta inevitabilmente creando malumore tra i baristi e ristoratori della città. Un problema che è finito nei giorni scorsi all’attenzione del nuovo assessore alle Attività produttive Marcello Seddone, al quale il direttore della Confesercenti di Nuoro, Gianbattista Piana, e il presidente onorario dell’associazione, Tonino Mura, hanno chiesto un incontro. La delegazione della Fiepet-Confesercenti ritiene che il consumo degli alimenti sul posto nei locali artigianali debba essere frenato e disciplinato da un regolamento chiaro. Pur riconoscendo la poca chiarezza della legge regionale (la numero 5 del 18 maggio 2006) l’associazione di categoria contesta soprattutto «la superficialità con la quale gli uffici comunali autorizzano le attività artigianali ad utilizzare spazi pubblici per collocare tavolini in quantità veramente eccessiva – sottolineano in un documento Piana e Mura – , contribuendo in questo modo a snaturare completamente la natura stessa di queste attività».
«Tavolini e punti d’appoggio devono essere presenti in proporzione ai metri quadri del locale, perché non si può trasformare in un bar una pizzeria al taglio o una qualsiasi altra attività artigianale», rimarca Piana.
Per questo, la Confesercenti ha chiesto all’assessore Seddone «di attivarsi politicamente per favorire l’adozione urgente di un regolamento che stabilisca per il futuro norme chiare che prendano nella dovuta considerazione e nel modo più equo possibile, i diversi interessi contrapposti».
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