La protesta dei genitori: «Lo studio è un diritto»
Macomer, l’Ufficio scolastico regionale non concede lo sdoppiamento delle classi All’istituto «Caria» alcuni studenti saranno costretti a rinunciare al tempo pieno
MACOMER. Sono disposti a tutto i genitori degli alunni che nel prossimo inizio di anno scolastico si vedranno costretti a frequentare un corso di studi non scelto e adeguato alle loro attitudini, nonostante la scelta dell'opzione del tempo prolungato per avere una più ampia azione didattica prevista dal piano dell'offerta formativa del comprensivo “Giannino Caria” per le prime classi delle secondarie di primo grado E questo dopo aver valutato i Pof e i programmi dell'Istituto. Sono infatti 33 gli iscritti ad una classe prima a tempo prolungato delle medie di via Ariosto ma il massimo dirigente dell'ufficio regionale scolastico non ha concesso lo sdoppiamento della classe invitando diversi iscritti a trasferirsi a quello normale con 30 ore di lezione settimanali solo la mattina. Una vera batosta per il diritto allo studio che vede ora i genitori degli alunni disposti anche a non far frequentare i propri figli prima di vedere risolta positivamente la vertenza.
Il tempo prolungato, oltre a garantire un numero superiore di ore di lezione e maggiori approfondimenti nello studio delle varie discipline, è anche un momento importante di socializzazione per i ragazzi nella pausa mensa. Problemi anche nelle scuole primarie soprattutto nelle classi in entrata con sovraffollamento di alunni in aule non in grado di accoglierli nonostante una precisa normativa che assegna ad ogni alunno un determinato numero di metri quadri in base alle dimensioni della classe per motivi di sicurezza. Le cosiddette classi pollaio sono considerate, dopo diverse indagini nazionali, dal punto di vista didattico scarsamente produttive per un proficuo corso di studi e sicuramente poco funzionale per i docenti costretti seguire con diversa attenzione i tanti studenti. Nelle classi numerose, infatti, è dificile seguire adeguatamente gli alunni, soprattutto quelli con particolari problemi legati a dislessia e altri disturbi specifici di apprendimento che spesso non sono dichiarati e che richiederebbero l'importante ausilio dell'insegnante di sostegno che non è più considerato un docente del solo alunno con disabilità ma che collabora alla didattica aiutando sia gli studenti che hanno difficoltà nello studio ma anche nell'integrazione considerato l'alto numero di iscritti stranieri nelle scuole cittadine. Si aspetta ora un inizio di anno scolastico piuttosto rovente in attesa delle decisioni dell'Ufficio scolastico regionale per lo sdoppiamento delle classi nel comprensivo n.1 delle secondarie di primo grado di via Ariosto e per il rispetto delle scelte fatte dagli alunni al momento della preiscrizione, senza seguire i numeri imposti dalla legislazione.
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