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Nuoro

Appello per salvare l’ex albergo Esit

Appello per salvare l’ex albergo Esit

Seddone (Apan): «La soluzione è venderlo al Comune per poi affidarlo in gestione a una cordata di imprenditori»

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NUORO. «Un gioiello che tutti ci invidiano, quasi abbandonato a se stesso». Parla dell’ex albergo Esit in cima all’Ortobene, il direttore dell’Apan Gian Franco Seddone. «La montagna attigua alla città è una delle caratteristiche di Nuoro e ne costituisce una delle maggiori bellezze. Nonostante ciò le amministrazioni locali che si sono succedute nei quaranta anni dalla chiusura dell’Esit, non hanno posto in essere un programma tale da valorizzare l’Ortobene e farlo diventare il vero giardino della città».

Secondo il direttore dell’Associazione piccole e medie aziende «è sufficiente uno sguardo alle chiesette in cima al monte o al piccolo bar di Sedda Ortai (di proprietà del Comune di Nuoro) per capire i danni provocati dall’incuria. Meglio non pensare poi ai cumuli di spazzatura dovuti all’eliminazione della figura del custode. Questo è quanto verificatosi dopo la chiusura dell’albergo Esit, avvenuto nel 1970. L’albergo – ricorda Seddone –, costruito negli anni Cinquanta dall’amministrazione regionale, con un programma per lo sviluppo del turismo nelle zone interne dell’isola, ubicato a ridosso della cima della montagna, a circa 1000 metri di altitudine, dalla quale si spazia dal Golfo di Orosei a Punta La Marmora e Monte Gonare, ha funzionato per venti anni con ottimi risultati e con l’afflusso di migliaia di vacanzieri provenienti da ogni parte del mondo».

Il Monte Ortobene era – sottolinea il verbo al passato, Gian Franco Seddone – la montagna più frequentata dai Nuoresi (nelle loro piccole abitazioni dislocate nel bosco) che piano piano si sono allontanati per la mancata presenza della gente e la paura degli atti vandalici. «Una cordata di imprenditori barbaricini aveva inoltrato alla Regione Sarda, una regolare richiesta di acquisto dell’immobile e non risulta ci sia stata alcuna risposta. È iniziata così la desertificazione della montagna». La storia narra poi che dopo tanti decenni la Regione aveva infine deciso di vendere l’albergo attraverso una gara d’appalto, il cui bando scadeva il 6 luglio 2007, con l’importo a base d’asta di 1.625.000 euro. «Un bando talmente farraginoso che l’asta andò deserta» è il rammarico del direttore dell’Apan. «I progetti ipotizzati nel corso degli anni per il riutilizzo della struttura, sono sempre caduti nel vuoto. Ad esempio durante una passata legislatura la Regione aveva predisposto un piano per l’utilizzo dell’immobile come Scuola forestale, anche questo fini nel nulla».

«L'unica soluzione per risolvere il totale decadimento dell’immobile – propone Seddone – sarebbe quello di venderlo al Comune di Nuoro per la simbolica cifra di 100 euro.Per la città rendere funzionante l’albergo significherebbe incrementare il turismo montano. Si potrebbe così sviluppare un progetto preliminare di valorizzazione dell’immobile in modo da poterne valutare le finalità produttive e gli eventuali processi di valorizzazione ambientale architettonico e paesaggistico. La gestione dell’albergo potrebbe essere affidata ad operatori del settore turistico–alberghiero che vantino esperienza lavorativa anche in Sardegna. L’ideale sarebbe che che gli imprenditori fossero barbaricini (o della Penisola) ma ciò che conta è che il bene venga alienato onde evitare che diventi un rudere».

Durante la festa “A Su Connottu Pro Su Monte” organizzata dal Comitato Monte Ortobene Ultima Spiaggia 1901 – 2011 «è stata sollevata una critica del capo comitiva di due pullman, provenienti dalla Svizzera. I turisti elvetici si erano infatti diretti verso l’Esit sicuri di trovare accoglienza per tre giorni di permanenza. Facilmente immaginabile la loro delusione davanti al decadimento dell’edificio e i tanti commenti negativi che ne sono seguiti, fra cui quelli di pessima amministrazione dei propri beni e di mancata conoscenza di organizzazione del turismo montano».

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