Il comune di Teti unanime contro gli slacci
Il consiglio comunale a difesa delle famiglie: «Abbanoa deve garantire l’acqua ai morosi incolpevoli»
TETI. Il consiglio comunale si schiera «contro gli slacci operati da Abbanoa». L’assemblea consiliare convocata appositamente dal sindaco Laila Dearca ha deliberato all’unanimità «di approvare la protesta contro gli slacci selvaggi operati dalla società Abbanoa SpA nei confronti di utenti con morosità incolpevole». Il dibattito dei consiglieri è stato animato e approfondito. Queste le principali motivazioni riportate nella deliberazione: «La crisi economica che attraversa tutto il paese – si sottolinea nell’atto consiliare – sta creando anche nel nostro comune sacche di povertà per cui molte famiglie non sono in grado di pagare i servizi necessari. Ma l’esecuzione dei distacchi delle utenze idriche è da ritenersi inaccettabile, in quanto lede il diritto fondamentale dell’accesso all’acqua, il quale è da considerare inviolabile ed inalienabile, quindi non assoggettabile a ragioni di mercato. Preso atto che negli ultimi mesi il gestore del servizio idrico in Sardegna (Abbanoa Spa) ha proceduto al distacco delle utenze idriche anche laddove si sono verificate situazioni di morosità anche incolpevole e tenuto conto che in diversi casi gli organi giudiziari hanno giudicato non applicabile la misura della sospensione delle utenze idriche e che il sindaco è responsabile della salute pubblica e che quindi è tenuto a tutelare il diritto di ciascun individuo al minimo vitale giornaliero quale condizione imprescindibile per la realizzazione del diritto fondamentale all’acqua, il consiglio impegna il sindaco e la giunta ad attivarsi affinché sia difeso e garantito l’approvvigionamento idrico e tutelato il diritto all’acqua a ciascun individuo e a farsi portatore presso Abbanoa dell’iniziativa per inserire nella Carta dei servizi e nel regolamento del servizio idrico la disciplina sulla “morosità incolpevole” al fine di evitare ingiustificati disagi morali e materiali agli inquilini in regola con i pagamenti della fornitura dell’acqua e ad attivarsi con tutte le iniziative necessarie affinché l’erogazione del quantitativo vitale garantito non possa essere sospesa e obbligare il gestore del servizio idrico, in caso di morosità dell’utenza, all’installazione di apposito meccanismo limitatore idoneo a garantire la fornitura giornaliera dei 50 litri al giorno per persona e, infine, a impegnarsi per l’individuazione di un metodo per la tutela delle morosità incolpevoli anche attraverso un fondo gestito tramite apposito regolamento».
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