Rapina da Md, processo per direttissima
Dopo la fuga, anche il processo sarà fulmineo per i due giovani arrestati dai carabinieri. Oggi saranno davanti al giudice
NUORO. Non bastava la fuga, l’inseguimento, l’arresto: pure il processo sarà fulmineo. Era scritto nel destino, evidentemente, che quella di lunedì sarebbe stata una serata storta, almeno per i due giovani, uno di Orani e l’altro di Bottida, fermati dai carabinieri dopo il colpo al supermarket Md di via della Resistenza. Una sequenza durata poche decine di minuti e terminata in carcere a Badu ’e Carros, a pochissime ore dalla rapina. Un caso risolto a tempo record, insomma, per i carabinieri dell’aliquota radiomobile della compagnia di Nuoro che lunedì notte hanno fermato Antonio Fadda, 24 anni, di Orani, e Daniele Fois, 26 anni, di Bottida.
Già da stamattina, dopo due notti trascorse in cella, i due ragazzi si dovranno presentare davanti al giudice per affrontare come imputati un processo per direttissima. Per la Procura, evidentemente, gli elementi raccolti dai carabinieri sono più che sufficienti per considerare il caso chiuso e sostenere, dunque, già un processo. Questa mattina, insomma, e salvo impedimenti o richieste da parte degli avvocati, dopo l’udienza di convalida, si dovrebbe aprire l’udienza con rito direttissimo.
Già da ieri, intanto, i carabinieri della compagnia di Nuoro, guidati dal maggiore Marco Keten, hanno ricostruito nei dettagli il colpo e gli eventi successivi. Secondo quanto hanno raccolto, Antonio Fadda e Daniele Fois, sono proprio i due banditi che intorno alle 21 del 14 settembre entrano al supermarket Md di via della Resistenza. Pistole tra le mani, volto coperto da un passamontagna, i due, spiegano i militari dell’Arma, «hanno atteso nel parcheggio una dipendente e, dopo averla minacciata con le armi, l’hanno costretta a rientrare nel negozio. Una volta entrati e dopo aver minacciato gli altri cinque dipendenti ancora presenti, si sono impossessati di cinque cassette metalliche dei registratori di cassa, per poi darsi a una repentina fuga a piedi». Da quel momento, tuttavia, per i due le cose cominciano ad andare storte.
«In seguito all’allarme pervenuto alla centrale operativa del comando provinciale – spiegano ancora i carabinieri – tutte le pattuglie della compagnia sono state tempestivamente dirottate in zona. Nella circostanza una gazzella dell'aliquota radiomobile ha individuato i due giovani che correvano in una strada nelle vicinanze del supermercato e, vista la somiglianza con la descrizione sommaria fornita da alcuni testimoni, sono stati tratti in arresto e portati in caserma. Nella circostanza i militari hanno potuto rinvenire tutte e 5 le cassette, contenenti circa 1.250 euro, passamontagna, guanti e pistole utilizzate dai malviventi, risultate essere due scacciacani». E per gli investigatori, insomma, il caso si chiude: fermati i due rapinatori, recuperata la refurtiva, sequestrate anche le due pistole. Il cerchio si chiude, si dice in gergo. Resta da capire, adesso, come si regolerà la difesa già da questa mattina, quando i due giovani si dovranno presentare in tribunale per l’udienza di convalida del loro arresto in flagranza, e per sostenere il processo con il rito direttissimo. I loro difensori, gli avvocati Lorenzo Soro per Fois, e Basilio Brodu per Fadda, potrebbero anche chiedere i cosiddetti “termini a difesa”, ovvero chiedere tempo al giudice per poter leggere tutte le carte relative all’arresto dei loro assistiti.
Oppure potrebbero anche dire sì all’inizio del processo e magari chiedere di accedere a un rito alternativo.
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