Camera di Commercio, ultima chiamata
Oggi un incontro al quale sono stati invitati i politici del territorio per cercare un percorso comune che eviti la chiusura
NUORO. Ultima chiamata per salvare la Camera di commercio di Nuoro. L’appuntamento è per oggi alle 10.30 nella sede di via Papandrea. «Non è accettabile subire passivamente lo smantellamento amministrativo del territorio – ha spiegato il presidente della Camera di commercioo nuorese, Agostino Cicalò, rappresentando il pensiero di tutti i componenti delle organizzazioni eletti nel Consiglio camerale Confartigianato, Cna, Confindustria, Confcommercio, Confesercenti, Coldiretti, Cia, Cna Ogliastra, Confagricoltura, Confapi, Confcooperative, Legacoop, Unci, Cgil, Cisl, Uil, Consulta ordini professionali, Adoc, Adiconsum e Federconsumatori –. È necessario agire, facendo una battaglia a tutto campo con il coinvolgimento delle rappresentanze politiche, economiche e sociali del Nuorese. C’è grande preoccupazione sul rischio di chiusura in seguito alla riforma di riordino delle Camere di commercio – ha continuato –. E per noi significherebbe anche lo stop al circuito “Autunno in Barbagia” e al suo forte impatto economico e turistico, con un grave smacco per tutto il centro Sardegna».
E la preoccupazione è diventata ancora più grande dopo le notizie che stanno filtrando dal Governo, che sembrerebbero create ad arte per giustificare la chiusura della Camera nuorese. Sembra infatti che al ministero risulti una sofferenza economica della Camera di commercio di Nuoro. Queste fantomatiche difficoltà economiche non farebbero altro che rafforzare la decisione di chiusura e il conseguente accorpamento. «Ma non è assolutamente così – ha replicato il presidente Cicalò –. Abbiamo voluto portare volutamente il bilancio del 2014 in perdita, come del resto è stato fatto da buona parte delle Camere di commercio italiane, per continuare il nostro impegno a favore delle imprese. Utilizzando così vecchie risorse economiche che erano state accantonate nel corso degli anni, proprio in previsione di eventuali difficoltà – ha concluso –, che purtroppo si sono drammaticamente presentate e stiamo affrontando quotidianamente».
Proprio per questo motivo,la speranza è che alla chiamata odierna ci sia una risposta compatta da parte di tutto il Nuorese. I politici, sia quelli nazionali (tranne il senatore Giuseppe Luigi Cucca, che si è impegnato ed è riuscito a ottenere il riconoscimento della specificità del territorio), sia quelli regionali non hanno finora brillato per la presenza. Mentre i sindaci si stanno mobilitando. Il Consiglio comunale di Siniscola ha approvato all’unanimità un ordine del giorno. «La Provincia di Nuoro non può privarsi di un ente così importante che ha sempre svolto una fondamentale funzione di sostegno e di coordinamento per il sistema delle imprese, tutela dei consumatori, collaborazione istituzionale con enti locali e promozione del territorio – ha sottolineato il sindaco Rocco Celentano –. Non possono essere trascurate le soglie dimensionali minime per i territori montani, come Nuoro, l'insularità e la mancanza di infrastrutture e collegamenti pubblici stradali e ferroviari. Sono questi i parametri sui quali il Governo deve fare le valutazioni. Al presidente della Camera di Commercio che si lamenta della mancata presenza dei politici nazionali e regionali per sostenere la richiesta di mantenimento, – ha concluso il sindaco di Siniscola – chiediamo di coinvolgere tutti i sindaci del territorio, per evitare che sulla vertenza cali il silenzio. I sindaci rappresentano la parte sensibile e operativa della società e messi in rete sono in grado di portare avanti iniziative forti per richiamare l'attenzione del Governo». (plp)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
