«Il Governo ha già chiuso la Camera di Commercio»
L’annuncio del presidente Cicalò durante l’incontro disertato dai politici locali Associazioni e sindacati: «Mobilitazione del territorio contro l’ennesimo scippo»
NUORO. «Il Governo ha già messo la croce sulla Camera di Commercio» parole di Agostino Cicalò, presidente della Camera nuorese. Pronunciate a voce bassa e a testa ancora più bassa nella sala delle riunioni dell’ente, in via Papandrea, tra il disinteresse di chi è stato eletto a difendere pubblicamente questo territorio dai tagli dello Stato. Mentre la Camera di Commercio sta consumando lentamente i suoi ultimi giorni di agonia annunciata, nessun politico si sta preoccupando del suo futuro. Soltanto Luigi Crisponi, consigliere regionale, ma soprattutto imprenditore e profondo conoscitore della materia («C’è un convitato di pietra in questa riunione ed è la Regione alla quale, da quel che possiamo constatare, poco o niente importa della Camera di Commercio di Nuoro e delle imprese del centro Sardegna»), si è presentato all’appello lanciato dai vertici della Camera di Commercio. Poco dopo è arrivata una nota di Daniela Forma, anche lei consigliere regionale e imprenditrice («Sulla Camera di Commercio di Nuoro i consiglieri regionali del territorio faranno la loro parte, domandando al Presidente della Regione una forte ed immediata azione nei confronti del governo nazionale perché venga salvata».
Mentre a Roma, il senatore Giuseppe Luigi Cucca sta cercando di ricucire i fili di un discorso che sembrava incanalato nella giusta direzione, dopo l’accoglimento del suo emendamento relativo alla specifità del territorio e all’eccellente lavoro svolto negli anni, ma che ora sembra sia stato definitivamente tagliato.
Per il resto, silenzio. Nessun altro politico si è fatto vivo o si è interessato alla vicenda. E così, se non interverranno fatti nuovi, a questo punto potrebbero anche essere definiti clamorosi, la Camera di Commercio di Nuoro è destinata alla chiusura. E al conseguente accorpamento con quelle di Sasari e Oristano. Un problema che però non è stato affrontato nella maniera più logica da alcuni componenti della Giunta camerale visto che all’appello si sono presentati solo il presidente Cicalò, anche in veste di rappresentante Confcommercio, i delegati di Legacoop (Totoni Sanna), di Confindustria Nuoro e Ogliastra (Roberto Bornioli), di Confartigianato (Maria Carmela Folchetti), di Confcooperative (Francesco Sanna) e di Cna Ogliastra (Vito Arra), i sindacalisti e le associazioni. Troppi gli assenti, tra i quali il presidente dell’Aspen (l’azienda speciale della Camera) e i rappresentanti di Coldiretti, Confesercenti e Cna.
«In questo momento per il Governo la Camera di Commercio di Nuoro è chiusa, ma la certificazione arriverà il 31 ottobre – ha spiegato con amarezza Cicalò –. Ma proprio il fatto che la scadenza sia fissata al 31 ottobre lascia margini di manovra. Confidiamo nell’intervento della Regione. Abbiamo scritto una lettera al presidente Pigliaru e all’assessore Erriu e siamo in attesa di risposte».
«Questa per la Camera di Commercio è la battaglia-simbolo del Nuorese – ha aggiunto Roberto Bornioli – . Lo Stato sta smobilitando e dobbiamo impedirlo». «Dove sono i nostri politici? – ha stigmatizzato Totoni Sanna –. Si sono resi conto che l’attività è bloccata al 31 dicembre 2015? Non possiamo programmare nulla, neppure quelle manifestazioni che stanno dando risultati eccezionali e tutti ci invidiano». «La Camera è fondamentale per lo sviluppo delle imprese» ha sottolineato Francesco Sanna. «Dobbiamo sensibilizzare l’opinione pubblica» ha detto Maria Carmela Folchetti. «Lo Stato sta fuggendo e dobbiamo impedirlo» ha spiegato Salvatore Pinna della Cgil. «Dobbiamo elevare il livello della mobilitazione e la Regione deve aprire un confronto serio con il Governo» ha concluso Gianfranco Mussoni. (plp)
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