Sa Pompia, un frutto diffuso dai Gesuiti
OLIENA. «Basta con le guerre di campanile, si ristabilisca la verità storica». Costantino Puggioni, presidente del comitato sulla biodiversità di Oliena, torna sul caso della pompia, manifestando l’in...
OLIENA. «Basta con le guerre di campanile, si ristabilisca la verità storica». Costantino Puggioni, presidente del comitato sulla biodiversità di Oliena, torna sul caso della pompia, manifestando l’intento di chiudere ogni polemica con Siniscola. «Sarei ben lieto – dice Puggioni – di mettere a disposizione le informazioni e i documenti da me acquisiti, che attestano la provenienza di questo agrume, come, del resto, tutti gli agrumi, dal lontano Oriente. Vorrei ricordare inoltre – aggiunge il titolare dell’agriturismo Camisadu – che la menzionata coltura è presente perfino nei giardini del Vaticano, a rappresentare un anello di congiunzione tra il mondo asiatico e qualche ordine religioso, probabilmente i Gesuiti, che ha fatto da tramite per la diffusione della pianta. Condivido la considerazione di Ignazio Camarda, il quale sostiene, giustamente, che le piante e i vegetali appartengono al patrimonio di tutti – continua Puggioni –. Ebbene, nell’azienda familiare, in quasi vent’anni, abbiamo tramutato tale assunto in concretezza, recuperando parte delle molteplici varietà autoctone di ortaggi, frutti e sementi in via d’estinzione. L’obiettivo – spiega il ristoratore – è quello di creare un vero e proprio orto botanico e di fare di queste eccellenze un volano per l’economia locale, come già si è fatto, ad esempio, registrando il marchio del gelato alla pompia, che ha fatto il suo esordio in occasione di Cortes Apertas, depositato presso la Camera di commercio di Nuoro». Senza voler pretendere l’esclusiva del frutto, insomma, si intende rimarcare l’appartenenza anche alla tradizione del borgo del Corrasi, dove esistono esemplari censiti di oltre cento anni e dove il tipico dolce veniva donato come un presente prezioso ai testimoni di nozze.
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