La Nuova Sardegna

Nuoro

La referente Aisla

«Finanziamenti in dodicesimi per le spese di ogni mese»

NUORO. Dal 2010 Rosa Puligheddu è referente provinciale per l’Aisla, l’associazione che riunisce i malati di Sla e i loro familiari. Un impegno fatto di tante azioni quotidiane per la giovane...

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NUORO. Dal 2010 Rosa Puligheddu è referente provinciale per l’Aisla, l’associazione che riunisce i malati di Sla e i loro familiari. Un impegno fatto di tante azioni quotidiane per la giovane dirigente, che ha deciso di portare in Comune alcuni pazienti,accompagnati da parenti, amici e assistenti, per rimarcarne disagi e angustie.

Tra le prime risposte per Rosa Puligheddu «quella per accelerare il trasferimento alle famiglie dei fondi che la Regione Sardegna assegna attraverso i Comuni. Oggi ci sono lunghi ritardi. E noi abbiamo invece chiesto di poterli incassare in dodicesimi, cioè con una quota ogni mese, in maniera di poter fare fronte alle spese, a cominciare dalla retribuzione degli assistenti». Soluzione sulla quale sarebbe già al lavoro l’assessore comunale ai Servizi Sociali, Valeria Romagna.

L’altra richiesta, da girare all’assessorato regionale alla Sanità, è l’aumento dell’entità dell’assegno quando la malattia avanza e si passa a una condizione di totale emergenza, con la necessità di una crescita del livello dell’assistenza quotidiana. Nel momento in cui le pratiche dovessero essere velocizzate lo strumento previsto dalla legge 162 (del ritorno a casa) potrà sviluppare le sue potenzialità, sia perché consente di sostenere il paziente non autosufficiente, in questi casi affetto da Sla, sia perché il passaggio dall’ospedale alla residenza familiare permette una riduzione di spesa per il Servizio sanitario nazionale calcolata da uno a otto.

Aspetto messo in rilievo in Comune da Marco Pedde, 47 anni. Dal suo messaggio la richiesta di «una città più vivibile, con strade e marciapiedi rimessi in sesto, affinché si possa transitare senza sballottamenti». Disguidi burocratici e infrastrutturali a parte, Rosa Puligheddu illustra le altre difficoltà, anche di ordine culturale, legate all’approccio con una malattia che è di difficile gestione, sia per il malato, sia per la sua famiglia.

«Uno degli interventi da concretizzare – dice la referente nuorese dell’Aisla – è l’inserimento, nelle èquipe impegnate nel terreno della cura della Sla, delle figure degli psicologi, proprio come supporto per affrontare meglio la patologia all’interno delle mura domestiche. La carenza attuale è confermata dal fatto che non sono pochi i casi nei quali si tende a nascondere il problema di salute o in cui la persona affetta da sclerosi viene ricoverata in una residenza sanitaria assistita. Non è più possibile continuare in queste condizioni, occorrono interventi della massima urgenza». (f.p.)

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