“Gustos e nuscos”, su il sipario
Tra le Cortes spicca l’esposizione sulla lavorazione della seta
ORGOSOLO. Al via oggi la due giorni dell’edizione 2015 di Gustos e nuscos , a versione orgolese di Cortes apertas, l'evento che rientra nell'ambito del circuito Autunno in Barbagia coordinato dall’Aspen di Nuoro. Il ricco programma è stato realizzato in collaborazione con la Leva e tutte le attività produttive del paese oltre che con le associazioni. Come sempre tra mille proposte che variano dall’artigianato, alle tradizioni culinarie, alle attività di vario genere, spicca “Sa stramas de seda” l’ esposizione sulla tradizione della lavorazione della seta a Orgosolo. Le fasi della lavorazione e della vestizione del costume femminile si potranno ammirare in via Mercato dove ci sarà Maria Corda, unica donna in Italia a fare andare avanti la millenaria attività della lavorazione della seta e della produzione del baco. Anche quest’anno probabilmente arriveranno i politici a fare i complimenti, a incoraggiare questa attività , a promettere interessamento perché non vada perduta, prima di sparire come sempre. Da anni, infatti, questa è la denuncia di Maria Corda, per l’abbandono delle istituzioni. Il disinteresse di una attività che pian piano andrà a morire se non si interviene seriamente. Maria Corda ha imparato da bambina dalle nonne, dalla mamma. Aveva tessuto con le sue mani, su lionzu, il prezioso copricapo del costume tradizionale femminile. “Un pezzo unico che veniva realizzato al telaio dalle abili mani delle tessitrici con sete grezze provenienti esclusivamente dall'allevamento di una varietà a bozzolo giallo del baco da seta denominato Orgosolo”. Tra i principali protagonisti della manifestazione saranno i ragazzi delle Leva che organizzeranno i punti ristoro. È la manifestazione di esordio dei trentenni orgolesi che per tutto l’anno saranno impegnati ad organizzare eventi. Un modo per raccogliere i fondi necessari per l’organizzazione della festa dell’Assunta a Ferragosto. Domani la serata sarà dedicata ad uno degli strumenti “poveri” , l’armonica a bocca.
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