Espropri da pagare, esplode la polemica
In consiglio la discussione sul pagamento dei debiti fuori bilancio, il Comune è pronto a vendere alcuni dei suoi immobili
NUORO. La discussione sui debiti fuori bilancio, cominciata ieri in consiglio comunale, ha rotto ben presto la compostezza di inizio seduta quando il presidente dell’assemblea Fabrizio Beccu ha chiesto un minuto di silenzio in onore delle vittime degli attacchi di Parigi di venerdì scorso. L’argomento è di certo il più spinoso che la Giunta guidata dal sindaco Andrea Soddu ha dovuto affrontare dal giorno del suo insediamento. Si tratta di fare entrare tra le voci di uscita del bilancio comunale circa 3 milioni di euro di debito maturato dopo alcune sentenze emesse dal tribunale, ora diventate esecutive. «Il riconoscimento di questi debiti – ha premesso l’assessore al Bilancio Raffaelina Denti - è un atto dovuto dal quale il Consiglio non può esimersi alla luce delle sentenze emesse dai giudici. Una situazione alla quale siamo arrivati oggi anche a causa della mancata approvazione nei tempi previsti del bilancio di previsione, avvenuta solo il 24 ottobre». Sono nove quelli inseriti all’ordine del giorno di ieri, accorpati, per praticità, in un’unica discussione.
Illustrarli all’assemblea è toccato all’assessore all’Ambiente e Urbanistica, Giuliano Sanna. Tre riguardano espropri per pubblica utilità, due dei quali relativi alla realizzazione dell’asse attrezzato che porta alla caserma dei vigili del fuoco e che rappresentano la gran parte del debito: circa 2 milioni e 800 mila euro dovuti alla ditta Guiso Gallisai. Altrettante sono debiti maturati in materia di lavori pubblici, tra le quali uno di circa 45mila euro per infiltrazioni d’acqua in una casa privata causate da “beni comunali”. Le altre quattro concernono invece richieste di danni a vario titolo richieste da cittadini, come un buco sul marciapiede in via Lamarmora che aveva causato la caduta a un passante e costato alle casse comunali la bellezza di 23mila euro.
La discussione si è fatta animata soprattutto circa le fonti finanziarie che la giunta ha individuato per coprire la spesa, ossia l’alienazione di beni immobili di sua proprietà, tra cui l’ex convento delle suore Carmelitane Scalze in via Galilei, lo stabile dell’ex Banca d’Italia e l’ex caserma dei carabinieri a Marreri. Allo stato nessun immobile è stato venduto. «Per la prima volta – ha detto il consigliere dell’opposizione Pierluigi Saiu (Uniti per Nuoro) – il Comune si appresta ad approvare debiti fuori bilancio senza copertura finanziaria. Si tratta solo di previsioni di entrata e secondo esperienze passate le alienazioni non porteranno che pochi spiccioli». A questo proposito l’assessore Denti ha spiegato che se dovessero rimanere invenduti si ricorrerà allo strumento di anticipazione di liquidità.
«Preoccupato dalla situazione» si è detto il consigliere di Nuova Nuoro Peppe Montesu (promotore di una commissione d’inchiesta che faccia luce anche su come i debiti sono maturati), mentre Tore Lai (M5S) ha analizzato in particolare il modo in cui è nato il debito riguardante l’asse attrezzato. Il consigliere Basilio Brodu (Cambiamento) annunciando il suo voto contrario, ha fatto notare, tra l’altro, che alcune delle sentenze non sono ancora passate in giudicato e nella delibera proposta non è previsto l’eventuale recupero delle somme che il Comune si appresta a pagare nel caso non siano dovute. Leonardo Moro (Pd) ha accusato la maggioranza di aver approvato un «bilancio che non esiste». A favore dell’approvazione si è espresso il consigliere della maggioranza Emilio Zola (Ripensiamo Nuoro) che ha parlato di «illegittimità delle procedure espropriative» e «responsabilità dei dirigenti degli uffici preposti e delle precedenti amministrazioni». Una discussione andata avanti fino a tarda serata.
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