I sindaci: a Nuoro il Terzo polo sanitario
La Conferenza territoriale della Asl elegge il nuovo presidente e si schiera contro il piano di riordino della Regione
NUORO. Nuoro deve essere il terzo polo della sanità sarda e l’ospedale di Sorgono dovrà conservare la chirurgia e lo status di ospedale di zona disagiata anche oltre il 2018. I sindaci dei comuni della provincia di Nuoro respingono le ipotesi indicate nel piano di riordino della rete ospedaliera per un territorio particolare come quello del centro Sardegna e del Nuorese e chiedono soluzioni diverse da quelle ipotizzate dal piano, le quali finirebbero per creare nuovi problemi all’utenza di un’area che si estende da costa a costa e comprende zone disagiate e mal collegate come quelle del Mandrolisai e dell’interno, o del Goceano le cui popolazioni fanno riferimento da sempre alle strutture sanitarie di Nuoro.
I sindaci e i rappresentanti dei comuni della provincia di Nuoro si sono riuniti nella sala conferenze dell’ospedale San Francesco per partecipare alla riunione della Conferenza territoriale socio sanitaria della Asl n. 3 convocata per eleggere il presidente e l’ufficio di presidenza, composto dal vicepresidente e dal segretario, per approvare il bilancio di previsione 2016 e per definire una linea comune in merito alla delibera della Giunta regionale che riorganizza la rete ospedaliera della Sardegna. A larghissima maggioranza (sono mancati solo due voti dei presenti) è stato eletto alla presidenza il sindaco di Macomer Antonio Onorato Succu, il quale subentra all’ex sindaco di Nuoro, Alessandro Bianchi, che aveva sostituito in quanto vice presidente della Conferenza dopo che alle ultime consultazioni amministrative Bianchi non era stato rieletto. La vicepresidenza è andata al comune di Aritzo ed è stata affidata all’ex sindaco Augusto Pili. L’incarico di segretario è stato invece ricoperto dalla delegata del comune di Orosei Silvia Dessena. Seguiranno ora le elezioni dei presidenti dei distretti sanitari, di Nuoro, che dovrebbe andare al sindaco della città capoluogo Andrea Soddu, della Baronia e del Marghine.
L’assemblea è stata molto partecipata. Di solito non lo è. Ha preso parte ai lavori la quasi totalità dei sindaci dei 52 comuni della provincia, segno della preoccupazione suscitata dalle procedure riorganizzative della sanità regionale con tutti i problemi ancora irrisolti del Nuorese, sia per quanto riguarda il presidio ospedaliero di Sorgono che per il futuro ruolo dell’ospedale San Francesco. E sul futuro della sanità nel centro Sardegna dai sindaci è arrivato un segnale chiaro e forte che, considerato anche il peso politico che sono in grado di esercitare quando si muovono unitariamente, non potrà essere ignorato dalla Regione. Il messaggio non lascia spazio ad altre interpretazioni: Sorgono non si tocca e Nuoro deve diventare il terzo polo della sanità sarda. «I sindaci hanno voluto dare un forte segnale di unità del territorio evitando accuratamente divisioni partitiche, ritenute dannose ai fini delle importanti vertenze che segnano il presente e che caratterizzeranno fortemente il prossimo futuro – spiega il presidente della Conferenza, Antonio Onorato Succu –. Le vertenze più immediate riguardano la riorganizzazione della rete ospedaliera, la legge di riorganizzazione degli enti locali e la riforma sanitaria, che se attuate così come sta procedendo la Regione, rischiano di marginalizzare ulteriormente il centro Sardegna e le zone interne dell’isola».
Succu spiega che, per quanto concerne l’ospedale di Sorgono, si farà quadrato sulla conservazione del reparto chirurgico e dello status di ospedale di zona disagiata anche oltre il 2018, contrariamente a quanto prospettato nel piano di riordino della rete ospedaliera. «Per l’ospedale San Francesco – dice – si ritiene opportuno un ruolo più ampio, che coinvolga, in una rete più coesa, tutto il centro Sardegna dalla costa orientale a quella occidentale, compreso il Goceano che già affluisce al presidio, in modo da raggiungere i numeri perché sia non solo un nodo, ma vero terzo polo sanitario regionale».
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