Cremato in Germania: denuncia dei fratelli
LOCERI. Morto e cremato in Germania all'insaputa dei familiari: il caso dell'emigrato sardo Pietro Luigi Antonio Loi, operaio di 63 anni di Loceri avrà uno strascico penale. Le due sorelle dell'uomo,...
LOCERI. Morto e cremato in Germania all'insaputa dei familiari: il caso dell'emigrato sardo Pietro Luigi Antonio Loi, operaio di 63 anni di Loceri avrà uno strascico penale. Le due sorelle dell'uomo, infatti, si sono presentate questa mattina al commissariato di Lanusei per sporgere denuncia. «Ora stanno istruendo la pratica – hanno spiegato all'Ansa Lidia e Tonina Loi, di 65 e 57 anni – e al momento dobbiamo capire contro chi presentare la denuncia. In questa vicenda ci sono troppi buchi e qualche abuso: come si sono permessi di cremare nostro fratello senza prima avvisarci? Stiamo aspettando la chiamata del consolato per partire in Germania e portare indietro le ceneri di Pietro, ma anche per andare alla sua casa e capire meglio cosa sia successo». I familiari dell'operaio scomparso, che abitava a Velbert, a un'ora dal confine olandese, vogliono risalire ai responsabili del procedimento di cremazione e soprattutto vogliono sapere la verità sulla causa di morte del congiunto, sulla reale data di morte e su come sono andate le cose al momento del ritrovamento del cadavere. Nessuna comunicazione ufficiale alla famiglia di origine di Loi, solo un freddo certificato di morte, arrivato l'1 dicembre all'ufficio anagrafe del Comune di Loceri. «È stato un dolore troppo grande averlo appreso in questo modo – sottolinea Lidia – Pietro era molto legato a noi e lo avevamo sentito una decina di giorni prima. Era contento perché dopo varie peripezie lo Stato tedesco aveva accettato la sua domanda di pensione. Non stava bene, aveva una bronchite asmatica che non gli dava tregua e credo che anche per questo lo abbiano mandato in pensione, certo non sapevamo che stesse così male da poter morire in pochi giorni».
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