Messaggi di pace tra le Cortes di Orune
Il paese del vento ha accolto i visitatori con fiori colorati: un inno alla vita e al futuro delle generazioni
ORUNE. Durante la tre giorni di Cortes Apertas a Orune sono volati alti i messaggi di pace e di accoglienza, contro la violenza. Messaggi per far capire a centinaia di persone che hanno invaso il paese, qual’è il vero volto di questa laboriosa e ospitale comunità circondata di bellezze naturali e paesaggistiche, di arte e cultura, di produzioni alimentari e artigianali.
«Avevi un libro aperto in mano e te lo hanno chiuso… Noi te lo riapriamo»: con queste parole riportate su un foglio di carta adagiato, insieme ad altri messaggi e libri aperti, sul lastricato dove l’8 maggio venne ucciso Gian Luca Monni, il paese ha voluto rendere omaggio al giovane che non c’è più. Ma ad accogliere i visitatori i cartelli stradali forati dai proiettili sono diventati, come per magia, campi di fiori. Un pensiero dell’amministrazione comunale, degli assessori alla cultura e all’ambiente, Stefania Gattu e Franca Pala, che senza clamore, in silenzio, hanno eseguito il compito.
«È un bel messaggio – ha esclamato il sindaco Michele Deserra – è, come dire, riprendendo una vecchia canzone: mettete i fiori sui vostri cannoni. È naturalmente un messaggio di speranza, un inno alla vita. Così come il libro aperto, un invito a guardare a un orizzonte più lontano con pace e legalità». Sono stati tanti a giudicare positivamente l’operato dell’amministrazione. «Lodevole l’iniziativa, Non fori ma fiori – hanno sottolineato alcuni giovani del paese – perchè Orune è ben altro. Noi guardiamo avanti ma voi giudicateci per quello che siamo».
È il segno del riscatto che passa attraverso l’amore e la speranza. Poi il canto di pace che si è levato al cielo con le voci del Coro Incantos de Natale lungo l’itinerario dei presepi artistici che da giorni adornano il paese. Un grande contrbuito per alimentare la voglia di cambiamento, in particolare dopo la morte del giovane studente. Ovviamente questi messaggi non sono sfuggiti ai tanti visitatori che li hanno commentati positivamente, gratificando l’orgoglio di una comunità mai vinta.
«Tutto bene – ha commentato un’anziana donna che faceva parte di un gruppo venuto dal Campidano – Non posso che dire il bene di questa comunità, da alcuni anni vengo a Orune, dove ho rilevato l’alto senso dell’ospitalità e di rispetto, che non ho riscontrato altrove, tanto da farmi sentire orunese. I messaggi sui fogli, le poesie e i fiorellini li condivido appieno – ha aggiunto – sono la dimostrazione del senso civico e umano degli abitanti di questa comunità che riesce, ogni anno, a dare tanto. Forza Orune!».
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