Sorgono, mensa scolastica: il sindaco contro i genitori
Arru: «Il servizio non è partito a causa dell’esiguo numero di bambini iscritti» E sull’aumento dei ticket: «Basta, ognuno paga in base al proprio reddito»
SORGONO. «L’amministrazione si è sempre interessata al servizio mensa. Non vogliamo replicare ai genitori. Ma alcune considerazioni vanno fatte per riportare la vicenda a verità». Così Giovanni Arru, sindaco di Sorgono, che in una nota intende precisare la questione del servizio mensa. Nei giorni scorsi i genitori si sono lamentati del mancato avvio del servizio, chiedendo il rispetto per la scuola pubblica. Il primo cittadino e la giunta si difendono e chiariscono.
«Bisogna innanzitutto partire dai numeri – dice Arru – che purtroppo in questo caso sono emblematici, gli iscritti alla materna statale di Sorgono erano 8 e con questi è stata bandita la gara per il servizio mensa, andato deserto. Perché? Sarebbe opportuno che i genitori se lo domandassero. Secondo il sindaco il Comune, «con grande senso di responsabilità si è immediatamente attivato per fare in modo che ai bambini della scuola materna statale, che nel frattempo si sono ridotti a 5 iscritti, si aggiungessero i ragazzi della scuola secondaria di primo grado, frequentanti il tempo prolungato per due giorni a settimana. Solo nel mese di ottobre e precisamente il 5 ottobre, al comune è pervenuto da parte dell’istituto comprensivo il numero degli studenti che intendevano usufruire del servizio mensa». Un ritardo quindi che non compete all’amministrazione che sulla base di tali dati ha immediatamente bandito la manifestazione di interesse. «L’ otto ottobre – aggiunge Giovanni Arru – è stata pubblicata all’albo pretorio la manifestazione di interesse per il servizio mensa aggiudicata il 20 ottobre all’unica ditta partecipante». In itinere poi il numero degli utenti che dovevano usufruire del servizio è calato mettendo in difficoltà la ditta appaltatrice. Il sindaco precisa poi che «l’incontro con i genitori è avvenuto il 18 novembre e non a luglio e in quella sede è emersa oltre alla problematica delle iscrizioni, la contestata quota di partecipazione al costo del servizio, che per quanto riguarda i servizi a domanda individuale sono legati alla presentazione di certificazione ISEE (secondo la nuova normativa entrata in vigore il 1 gennaio 2015». Secondo tale norma, ribadisce il Comune, «le spese per il servizio mensa devono essere sostenute per almeno il 36% dell’utenza . La quota di partecipazione non è come si vuole fare intendere uguale per tutti, ma è rapportata al valore Isee, dove vale il reddito posseduto». Il sindaco invita comunque i genitori al dialogo e ricorda che «nel comune di Sorgono la delibera di Giunta che regolamenta l’accesso al servizio stesso è stata adottata nel mese di aprile 2015 dalla precedente amministrazione».
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