Comuni montani, burocrazia zero
L’emendamento della Base passa al vaglio della commissione
NUORO. La burocrazia è l’incubo di ogni cittadino che si trova ad aver a che fare con la pubblica amministrazione. Un mostro che alla fine scoraggia anche i più tenaci e che ora il gruppo in Consiglio regionale de La Base cerca di sconfiggere, a beneficio dei Comuni montani. Il consigliere Gaetano Ledda ha infatti presentato un emendamento al disegno di legge di riforma degli enti locali che prevede l’introduzione dei “Comuni montani a burocrazia zero”, circa 200 in tutta la regione. L’iniziativa è stata presentata ieri nella sala di rappresentanza del Comune, presenti il promotore Gaetano Ledda, il presidente del movimento Efisio Arbau, il vicario Michele Azara, il coordinatore territoriale Piero Marteddu, il vice sindaco del capoluogo, Sebastian Cocco, il consigliere regionale Michele Azara e il capogruppo in Consiglio comunale, Giovanna Zedde.
«Il testo dell’emendamento – ha spiegato Gaetano Ledda – è già passato al vaglio della commissione e ha avuto il benestare dell’assessore agli Enti locali Erriu. Ora fa parte integrante del disegno di legge, che dovrebbe essere portato in Consiglio il prossimo 13 gennaio». Ma cosa prevede la proposta de La Base? Lo spiega Efisio Arbau, che la definisce una «vera e propria rivoluzione». «In pratica significherebbe che il procedimento amministrativo di una pratica terminerebbe nel momento steso della presentazione della domanda da parte del cittadino. Per esempio, per l’apertura di un’azienda». Per i rappresentanti de La Base è «un’occasione importante per i Comuni montani per azzerare la burocrazia a favore delle proprie imprese». L’emendamento risponde alle preoccupazioni dei comuni del centro Sardegna che si sentono fortemente penalizzati dalla riforma. «Se approvato, qualificherà la legge – dice Piero Marteddu - senza che esistano territori che vanno a velocità diverse». Secondo il presidente vicario Michele Azara, la “burocrazia zero” incentiverebbe coloro che vogliano fare impresa nei propri paesi». «Non è un bluff come la Città Metropolitana – aggiunge il vicesindaco Cocco -, ma una proposta concreta, pur con tutte le difficoltà procedurali». Per la capogruppo Giovanna Zedde, questa è la conferma dell’impegno de La Base nel risolvere i problemi dei cittadini».
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