Abusi, le ex atlete in aula confermano le accuse
Udienza-fiume per raccogliere le testimonianze delle ex giocatrici di Deiana In aula davanti ai giudici sono stati ripercorsi i passaggi chiave della denuncia
NUORO. Diverse ore di racconto-fiume, con la prima testimone che comincia nella tarda mattinata di ieri, e la seconda che attaccia, invece, nel primo pomeriggio. Diverse ore inframezzate dalle domande del pubblico ministero, Giorgio Bocciarelli, e da quella della difesa, rappresentata dall’avvocato Francesco Lai. È stata una udienza-chiave, quella di ieri, per il processo che vede l’allenatore dell’Hac Nuorese, Roberto Deiana, a giudizio con l’accusa di aver molestato due sue ex giocatrici, qualche anno fa.
Ieri, per buona parte della giornata, davanti al tribunale collegiale presieduto dal giudice Giorgio Cannas, a latere i colleghi Tommaso Bellei e Sara Perlo, durante una udienza che si è svolta a porte chiuse hanno deposto come testimoni-chiave proprio le due parti lese: ovvero le due ragazze che all’epoca, anche se in momenti diversi, avevano raccontato di aver subìto le molestie da parte di Deiana. E ieri mattina, rispondendo alle domande dell’accusa, hanno confermato sostanzialmente le loro dichiarazioni dell’epoca, anche se con qualche tentennamento, alcune contraddizioni, e qualche difficoltà legata anche al fatto di dover ripetere tutto all’interno di un’aula di tribunale e a distanza di tempo dai fatti. Deiana, che anche ieri come già aveva fatto nelle udienze precedenti, era presente in aula ed era sostenuto dalla sua squadra e da tanti amici, fin dall’inizio si è sempre difeso dicendo che le accuse che gli erano state rivolte fossero frutto di una sorta di vendetta da parte, in particolare, di una delle due sue ex atlete, per alcune decisioni dell’allenatore che non aveva digerito. Nell’udienza precedente, invece, il collegio giudicante aveva assegnato al perito Francesco Pinna il compito di trascrivere una intercettazione considerata importante per le parti. Si trattava di una conversazione registrata da una delle accusatrici di Deiana. Un veloce scambio di battute tra la ragazza e il mister che secondo l’accusa proverebbe che quest'ultimo avesse un attaccamento morboso nei confronti della giovane. La conversazione era avvenuta al Campo scuola di piazza Veneto, a Nuoro.
Il difensore di Deiana, Francesco Lai, ha chiesto invece, che venisse fatta una perizia sui computer di Deiana e della sua accusatrice. La difesa, infatti, vuole capire, se, come ritiene sia possibile, cqualcuno abbia utilizzato il computer di Deiana in modo strumentale, magari anche per metterlo nei guai. «Sto pagando il prezzo di essere stato un allenatore rigoroso – ha sempre sostenuto Deiana – qualcuna si sta vendicando perché l’avevo estromessa dalla squadra».
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