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Nuoro

Peste suina, blitz della Forestale Abbattuti 31 capi a San Teodoro

Peste suina, blitz della Forestale Abbattuti 31 capi a San Teodoro

Prima applicazione delle nuove norme regionali che non permettono il pascolo libero dei maiali Gli animali vagavano nelle campagne e potevano così entrare in contatto con cinghiali e altre specie

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SAN TEODORO. Trentun maiali tra scrofe, verri e porcetti, sono stati abbattuti ieri mattina dall’unità di progetto che porta avanti per il piano straordinario per l’eradicazione della peste suina in Sardegna.

Gli animali erano tenuti al pascolo nelle campagne del paese nell’allevamento di proprietà di un allevatore originario di Carbonia ma da tempo residente a San Teodoro. Le direttive in materia di contrasto alla peste suina non permettono più che i suini allevati in cattività possano pascolare liberamente e venire cosi in contatto con cinghiali e altri animali, pertanto, dalla Regione, è arrivato l’ordine per l’abbattimento eseguito ieri in tarda mattinata dai veterinari dell’Asl attraverso l’utilizzo di apparecchiature elettriche atte a provocare minore sofferenza.

Una vera e propria task-force, quella giunta a Rinaggiu vicino della zona artigianale del paese, dove Pietro Pilicchi possiede i terreni che erano stati oggetto tempo fa di un sequestro effettuato dalla Forestale per la presenza in loco di una discarica. Terre poi dissequestrate per permetterne la bonifica.

Nell’intervento di sequestro, gli agenti della Forestale, avevano notato la presenza degli animali che anziché essere tenuti nei ricoveri, vagavano liberamente per le campagne.

Ricevuta la comunicazione, l’unità di progetto regionale ha quindi disposto un intervento mirato al depopolamento tramite il corpo Forestale a cui spettano i compiti di vigilanza e sorveglianza nelle campagne sarde.

A Rinaggiu sono intervenuti i veterinari Asl, operai dell’ente Foreste con ruspe e mezzi di trasporto, operai del comune e, Forestale di Siniscola e Nuoro e i Carabinieri della locale Tenenza per il servizio di ordine pubblico. Un’operazione che doveva partire nel primo mattino ma che si è poi protratta perché si è dovuto attendere l’invio dell’ordinanza regionale per l’abbattimento iniziato intorno alle dieci e concluso poco prima di mezzogiorno. Gli animali, caricati sui mezzi dell’ente Foreste, sono stati trasportati in discarica e seppelliti in una fossa fatta realizzare dal comune.

«La diffusione della peste suina è favorita dal pascolo brado – aveva detto l’assessore alla sanità Luigi Arru – Non possiamo quindi più permetterci ulteriori ritardi per sconfiggere la malattia».

La lotta alla Psa viene affrontata anche tramite i cacciatori con il controllo del numero degli animali abbattuti, il trasporto delle carcasse e lo smaltimento del materiale organico. L’annoso problema continua condizionare pesantemente tutta l’industria della trasformazione degli insaccati sardi, con grandi perdite economiche per i produttori e grave perdita di introiti dovuti alla mancata esportazione.

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