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Nuoro

Religioni a confronto nell’Istituto alberghiero

di Sergio Secci
Religioni a confronto nell’Istituto alberghiero

Budoni, incontro tra Muhammad Seyfeddin, Stefano Alfonsi e gli studenti Giornata di scambio per dimostrare che il dialogo tra credenze diverse esiste

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BUDONI. Sono ancora vive le impressioni riportate da chi ha partecipato nel plesso scolastico dell’istituto alberghiero di Budoni, all’incontro con due testimoni della situazione in Siria. Accomunati dalla volontà di dimostrare che il dialogo tra le religioni è possibile, Stefano Alfonsi e Muhammad Seyfeddin, sardo cosmopolita il primo, siriano il secondo, hanno risposto alle tante domande che i ragazzi, preparati dai loro docenti di storia Alberto Pala e Giuseppina Gusai hanno rivolto.

Il dirigente scolastico Andrea Antonio Fadda, ha fatto riferimento alle migrazioni che dai tempi più antichi hanno dato vita alle varie civiltà.

L’idea di invitare Muhammad i due ospiti al dibattito è nata perché spesso, le notizie dei mass media non sono chiarificatrici della complessità degli eventi creando pregiudizi nei confronti delle persone di religione islamica. Avere, invece, la possibilità di un confronto diretto con persone che sulla guerra in Siria sono informate direttamente dai propri familiari rimasti in patria, consente di aprirsi e comprendere che il diverso fa paura finché non lo si conosce. Il giovane Muhammad ha spiegato che ha dovuto lasciare la sua terra perché rimanere in Siria avrebbe significato rischiare di morire o impugnare un’arma e ciò è contrario ai suoi ideali.

«Per un vero musulmano – ha detto – è valida la regola che accomuna le tre religioni monoteiste: fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te. Chi pensa che i musulmani vogliano la guerra ai cosiddetti infedeli, li associa erroneamente ai fanatici che, spesso per dare un senso alla loro esistenza, interpretano alla lettera uno o più versetti del Corano e finiscono per arruolarsi nelle file dell’Isis o di altri gruppi terroristici».

Stefano Alfonsi, che conosce bene sia la religione cristiana che l’Islam, ha chiarito meglio come entrambe le religioni abbiano un padre comune: Abramo. Basandosi su questa verità Padre Paolo Dall’Oglio ha voluto che il monastero di Mar Musa, nel deserto vicino a Damasco, accogliesse cristiani e musulmani che volessero conoscersi e fare esperienza di fraternità. Ed è proprio lì, nella comunità del gesuita, ancora in mano dei sequestratori, che Stefano e Muhammad si sono conosciuti quando iniziavano i primi segnali di guerra in Siria. Questi sono solo alcuni dei punti cruciali del dibattito che s’inserisce nel percorso di studio che l’alberghiero di Budoni vuole portare avanti nel mettere a confronto il passato con il presente: in questo caso aveva lo scopo di fornire ai ragazzi alcune chiavi di lettura del conflitto in Siria e del complesso fenomeno delle migrazioni.

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