Il matrimonio in chiesa per l’ergastolano
Rito religioso per il detenuto Marcello Dell’Anna nella parrocchia Beata Maria Gabriella
NUORO. La prima volta in libera uscita per salire sul palco dell’Eliseo nei panni dell’attore, ora in permesso premio per salire sull’altare e convolare a nozze davanti a Dio onnipotente. Marcello Dell’Anna è un caso unico in Italia, destinato certamente a lasciare il segno. Detenuto a Badu ’e Carros, Dell’Anna, infatti, non è un detenuto “qualsiasi”: 47 anni, da 24 in carcere, è condannato all’ergastolo ostativo (per reati associativi) e dunque destinato a morire in galera. Fine pena mai, insomma. «Un ex boss della Sacra corona unita», lo chiamano con fare sbrigativo. Ma boss forse non lo è mai stato. E la Sacra corona unita «non è per nulla sacra, non ha alcuna corona e non è per niente unita, quando mai?» commenta lui.
Sacro è invece il rito celebrato nella parrocchia Beata Maria Gabriella, il pomeriggio del 25 dicembre scorso, un Natale speciale: Marcello Dell’Anna ha sposato la donna della sua vita, Romina, 43 anni, pugliese come il marito, già sposata con rito civile quindici anni fa, quando l’ergastolano era detenuto a Livorno. Mentre a concelebrare erano don Pietro Borrotzu e don Piero Mula, testimoni di nozze erano Salvatore Rosa, insegnante, anima del progetto Liberi nello sport, e Monica Murru, l’avvocato nuorese che da tempo segue passo passo Dell’Anna e che il 12 giugno 2014 era riuscita a portarlo fuori dal carcere per fargli interpretare il ruolo di giornalista in uno spettacolo al teatro Eliseo di via Roma.
«Impensabile, quando siamo partiti con il Centro di prima accoglienza» commenta don Borrotzu. «Il percorso di Marcello, anche dal punto di vista religioso, è davvero interessante». Un percorso di vita, prima ancora che di fede, che ha avuto la fortuna di passare per Nuoro, proprio nella “Primavera di Badu ’e Carros” sbocciata grazie a una direttrice illuminata e lungimirante come è Carla Ciavarella. Le norme da applicare, infatti, sono sempre soggette a interpretazione giuridica: restrittiva quando si vuole creare solo terrore, estensiva quando invece si vuole promuovere la dignità umana. Così è stato fortunatamente nel caso Dell’Anna, così è stato in questi tre anni di Primavera nel carcere. Badu ’e Carros: l’ex supercarcere duro, la vecchia Caienna delle Br.
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