Un uomo amato dai pazienti
«Chi mai avrebbe creduto in una mia riqualificazione artistica. Io per primo avevo perso ogni stimolo. Giampiero ha reso possibile un sogno, ma soprattutto un nuovo inizio, ciò che prima appariva...
«Chi mai avrebbe creduto in una mia riqualificazione artistica. Io per primo avevo perso ogni stimolo. Giampiero ha reso possibile un sogno, ma soprattutto un nuovo inizio, ciò che prima appariva irreale: grazie a lui ho ritrovato me stesso e la sopita passione per la pittura». Sono queste le parole con cui ha deciso di esprimersi Adriano, l’ultimo paziente di Giampiero Altea. Parole dalle quali rifulge meravigliosamente un sentimento di affetto incondizionato, lo stesso provato da ogni utente e collega del Centro salute mentale di Siniscola, nel cui cuore si è sparsa a macchia d’olio un’immensa pozza di dolore provocata dalla grave e prematura perdita.
Parlare di Giampiero somiglia tanto ad aprire un varco sulle virtù dell’essere umano e il discorso potrebbe assumere la piega dell’elegia senza mai correre il rischio di riproporre modalità espressive stancanti e mediocri. Ad una primissima esamina della sua personalità, ci sovviene l’allegria di un uomo di spiccata cultura, autoironico e amante della compagnia, enormemente generoso, disponibile e dai gesti disinteressati.
Un marito e padre presente e creativo, innamorato e orgoglioso di Elena, la propria figlia, alla quale non perdeva mai occasione di tessere una lode. In ambito lavorativo, dove esercitava un prezioso ruolo nella riabilitazione psichiatrica come educatore, contribuisce – nel contesto di progetti terapeutico riabilitativi finalizzati al reinserimento sociale – ad una più matura visione del paziente psichiatrico, incarnando la figura ideale dell'operatore basagliano.
Si impegna per scongiurare il rischio di espulsione ed emarginazione, intraprende così un’autorevole lotta allo stigma e ai luoghi comuni. Attento nel migliorare concretamente la condizione degli utenti, il cui status veniva oscurato da tanti anni di ostilità e percezioni sbagliate, e a promuovere il loro benessere psicofisico.
Dottor Giovanni Truzzu
Responsabile Csm Siniscola
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