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Nuoro

I sindacati ci ripensano: «Sì al Parco»

di Francesco Pirisi
I sindacati ci ripensano: «Sì al Parco»

Il progetto per il Gennargentu e il Supramonte è stato inserito da Cgil, Cisl e Uil nei tavoli tematici con la Regione

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NUORO. Nelle proposte dei tavoli tematici aperti con la Regione è ricomparso anche il parco del Gennargentu. Il progetto è stato presentato dai sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil, attraverso le segreterie territoriali. Una riserva naturalistica di respiro internazionale, ma con formazione e gestione nel territorio, queste le condizioni dei proponenti. Un’operazione di governo della vecchia Provincia nuorese che si ripresenta dopo 17 anni dall’ultimo progetto, legato alla legge nazionale “394 sulle aree protette. Operazione andata ufficialmente in porto nel febbraio del 1998, con la firma del decreto istitutivo tra il ministro dell’Ambiente, Edo Ronchi, e il presidente della giunta regionale Federico Palomba. Prima delle insurrezioni di sindaci e comunità, che hanno contestato la mancata richiesta di assenso alle assemblee civiche, come condizione per chiudere con la firma a Roma.

Questioni destinate a essere superate in partenza nell’ipotesi proposta dai segretari territoriali Michele Fele (Cisl), Salvatore Pinna (Cgil) e Felicina Corda (Uil, alla quale nel frattempo è subentrato Mario Arzu). L’incartamento partito per Cagliari propone una innovativa valorizzazione di natura e tradizioni, di cui l’uomo di Barbagia è disegnatore e fautore, nelle molteplici espressioni che vanno dall’attività ricettiva, alla ristorazione, alla promozione della cultura. Con alla base la convinzione che sia la ricetta giusta.

Motore di sviluppo. Lo conferma Fele: «Il parco, ma lo possiamo chiamare benissimo anche con un altro nome, rientra nei piani pensati per sfruttare le potenzialità del territorio delle aree interne della nostra provincia. Siamo convinti che sia lo strumento giusto sia per incentivare la nascita di piccole e medie imprese nel settore, sia per portare a sintesi le tante attività presenti, dove si avverte la mancanza di un legame e un programma condiviso».

Trent’anni di lavoro e sindacato nel mondo delle campagne, per Michele Fele si tramutano in tante conoscenze per togliere fuori un’idea accettabile: «I problemi sorti nel passato, sulla questione, sono stati causati dalla scelta di proporre un intervento ideato negli uffici del ministero e trasferito tra le popolazioni nuoresi, senza valutare a sufficienza situazione sociale, cultura e lo stessa atavica diffidenza verso lo Stato. Il nostro è il progetto per un parco dal basso, con gestione affidata all’ente sovracomunale chiamato a prendere il posto della Provincia, una volta definita dalla Regione la legge di riforma degli enti locali».

Fondi regionali. Proprio la Regione dovrà destinare all’iniziativa una parte di quei fondi (sarebbero già disponibili 50 milioni, ha garantito Pigliaru) da impegnare per finanziare gli interventi dei tavoli tematici che, insieme alle attività produttive, puntano al rafforzamento di scuola e ambiente, oltre alla rivisitazione della rete di infrastrutture, viarie e non. Progetti e aziende in alcuni casi pronti a partire, non appena ci sarà il benestare da Cagliari.

Li elenca proprio Fele: forni di pane (Ovodda), dolci (Fonni), di lavorazione di carni (Irgoli) e la stessa attività di produzione viti-vinicola, all’interno della rete le Strade del Cannoau. I segretari di Cgil, Cisl e Uil tempo fa hanno chiesto all’esecutivo regionale di far presto e manifestato una certa sfiducia sui tempi e le decisioni della Regione.

Oggi a reclamare maggior sollecitudine c’è in più la volontà di dare rango di riserva naturalistica ai versanti e i boschi del massiccio del Gennargentu, meta di un turismo che richiede con maggior frequenza la vacanza in Barbagia. Tanto da far pensare che dopo un silenzio durato ben tre lustri, possa riesplodere una voglia di parco, questa volta con una coscienza più matura tra le comunità.

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