Macomer, mostra sulle antiche maschere
Nell’esposizione organizzata dalla coop Esedra ci sono manufatti sardi e di altre parti del mondo
MACOMER. Ci sono le maschere di tutto il mondo, ma anche quelle della tradizione sarda del carnevale nella mostra «Maschere: il potere e l’incanto» allestita dalla cooperativa Esedra al primo piano di Casa Attene in piazza Santa Croce. Più di 200 maschere, molte delle quali provengono dall’Africa, sono esposte negli ambienti allestiti per l’occasione. Descrive il percorso dell’esposizione una guida che racconta le tradizioni legate alle maschere, che non riguardano il carnevale, come in Sardegna, ma raccontano di magia, tradizioni ed eventi vari. Ci sono le maschere degli sciamani che le indossavano per celebrare i riti con i quali cacciavano gli spiriti cattivi della malattia, quelle dei cacciatori, quelle del teatro che amplificavano la voce di chi recitava, quelle della commedia dell’arte e quelle rituali legate a determinate celebrazioni. Oltre la metà della maschere esposte proviene dall’Africa, dove l’uso era particolarmente diffuso soprattutto nelle tribù più sperdute (spesso era associata al culto degli antenati), ma sono tante, anche se di meno, quelle dei paesi asiatici dove la maschera usata in particolari celebrazioni e manifestazioni, soprattutto i Cina.
Di meno le maschere provenienti dall’America. Quelle dell’America del sud appartengono in prevalenza alle popolazioni andine e sono più che altro degli ornamenti. Non mancano le maschere del carnevale sardo, esposte in una saletta dove è possibile indossarle per il selfie. L’originale e ricca raccolta esposta nella mostra di Esedra appartiene a due appassionati collezionisti di Macomer, Giovanni Biccai, veterinario e amministratore comunale, e Pier Gavino Vacca, giornalista di Telenova, i quali le hanno raccolte durante i loro viaggi nel mondo. La mostra è visitabile fino al 28 febbraio nei giorni feriali dalle ore 16 alle 20, il sabato e i festivi alla stessa ora e di mattina dalle ore 10 alle 13. (t.g.t.)
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