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Nuoro

Defibrillatori, scoppia il caos dei corsi

di Stefania Vatieri
Defibrillatori, scoppia il caos dei corsi

Entro il 20 giugno le società sportive devono avere i macchinari. Ma il 118 mette in guardia dalla formazione non certificata

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NUORO. Le società sportive tirano un sospiro di sollievo. La “tagliola" del 20 gennaio, che avrebbe dovuto sancire l'entrata in vigore del decreto Balduzzi scivola al 20 luglio. Una proroga — firmata due giorni fa dal Ministero della Salute e dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri – che lascia quindi ulteriori sei mesi alle società sportive, eccezione fatta per quelle con ridotto impegno cardiovascolare, che vanno a sommarsi ai 30 mesi già disposti in precedenza per dotarsi di defibrillatori semiautomatici negli impianti sportivi nonché di personale formato per l'utilizzo. Una manna per gli oltre 150 sodalizi sportivi cittadini — 534 nella sola provincia di Nuoro e oltre 600 se si considera l'Ogliastra — che a pochi giorni dall'entrata in vigore del decreto si sono ritrovati sprovvisti dei dispositivi salva-vita e del personale appositamente formato. Colpa delle troppe lacune che l'attuale normativa ancora non ha chiarito — affermano i dirigenti di alcune società cittadine —, come per esempio la poco chiarezza riguardo a chi debba acquistare i defibrillatori.

Il decreto infatti non specifica se debba farlo il proprietario o gestore dell'impianto sportivo oppure ogni singola società che opera al suo interno. Fatto non di poco conto, che potrebbe scatenare nel mondo sportivo una lunga e infinita fila di contenziosi tra le associazioni sportive e gestori degli impianti. Un secondo nodo invece riguarderebbe la bontà dei centri che formano il personale preposto all'utilizzo dei dispositivi salva-vita. Anche qui la confusione regna sovrana. Sono decine infatti i corsi — spuntati come funghi nella provincia nuorese nel giro di qualche mese — non accreditati con il 118 e dove la parola low cost sembra il solo leitmotiv del percorso formativo. C'è voluta una determina regionale datata 11 gennaio per ricordare le modalità operative che i centri di formazione, che attualmente svolgono corsi per l'utilizzo dei defibrillatori semiautomatici, devono seguire e che fino ad oggi hanno perlopiù ignorato. In primis la richiesta ai direttori delle centrali operative 118 della Regione da parte dei centri di formazione o enti perché il corso erogato venga validato, e supervisionato in fase di esame finale. «Ad oggi, le società sportive che hanno fatto i corsi certificati dal 118 dell'Asl3 si contano sulla punta delle dita — spiega la responsabile della formazione del 118, Andreina Fois —.Si è creato un business attorno ai defibrillatori e ai corsi di formazione, venduti da chiunque e spesso al ribasso. Ma cosa ancora più grave senza la supervisione del 118, e quindi da considerare carta straccia — specifica la dottoressa —. Vorrei sottolineare il fatto che la defibrillazione nel territorio è competenza del 118, quindi siamo noi a dover certificare la bontà dei corsi e la validità degli esami. L'auspicio è che allo scadere di questa nuova proroga tutti gli impianti siano dotati dei dispositivi salvavita e degli operatori formati, non è più ammissibile accettare questa irregolarità a discapito della vita umana» conclude. A mettere fine a questa anomalia, costata la pelle a numerosi atleti, ci aveva pensato nel 2013 il decreto Balduzzi, che dava 30 mesi di tempo alle società sportive dilettantistiche e 6 mesi a quelle professionistiche per dotarsi di defibrillatori semiautomatici e per formare il personale abilitato al loro uso.

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