Il pm: «Divieto di dimora per il sindaco»
Appalto del campo sportivo, la Procura chiede anche la sospensione dall’ufficio per diversi assessori e dirigenti comunalii
NUORO. Prima di tornare alla carica presentando al gip una richiesta per l’applicazione di ben dodici misure cautelari, la Procura ha atteso di leggere con attenzione le motivazioni con le quali, lo scorso 20 dicembre, il Consiglio di Stato aveva di fatto confermato in pieno il lavoro della polizia e della stessa Procura nell’ambito dell’inchiesta sull’appalto del campo sportivo di Orgosolo. Anche la sentenza di secondo grado, così come già aveva fatto il Tar, aveva infatti dato ragione alla società cooperativa edile Orgosolo nella battaglia giudiziaria che la vedeva contrapposta al Comune per il rifacimento in erba sintetica del campo sportivo comunale. La stessa sentenza, in altri termini, aveva confermato che, nell’assegnare dell’appalto e nella gestione successiva dell’intera vicenda – i fatti contestati risalgono al periodo dicembre 2012-giugno 2014 – diversi amministratori del Comune di Orgosolo avessero commesso alcuni abusi.
A circa un mese da quella sentenza, l’inchiesta coordinata dalla Procura e seguita dalla squadra investigativa del commissariato di Orgosolo guidato da Giampiero Putzu, si arricchisce adesso di una nuova e per certi versi sorprendente tappa: il pubblico ministero Andrea Vacca, infatti, ha presentato al giudice per le indagini preliminari una richiesta per l’applicazione di diverse misure cautelari nei confronti dei dodici indagati dell’indagine. Per la quasi totalità, ovvero per undici indagati su dodici, la Procura ha chiesto che il gip applichi la sospensione dall’esercizio di pubblico ufficio o servizio. Gli undici indagati sono: il vicesindaco Salvatora Podda, gli ex assessori Antonio Luigi Cossu, Francesco Battacone, Antonio Moro. Gli attuali assessori indagati sono Antonio Pasquale Devaddis e Nicola Garippa. Tra gli indagati per i quali è stata chiesta la sospensione dal servizio ci sono anche l’allora capo dell’ufficio tecnico comunale Agostino Murgia, la responsabile del servizio finanziario del Comune di Orgosolo, Angela Corda, gli ingegneri Massimiliano Mereu, e direttore dei lavori del campo sportivo, Elisabetta Piras, e David Cosentino, il dipendente della società alla quale, in prima battuta, il Comune di Orgosolo aveva affidato l’appalto per rifare il campo sportivo. Per il solo sindaco, visto che le norme impediscono in casi come questi di chiedere la sospensione dall’esercizio di pubblico ufficio, la Procura ha chiesto invece il divieto di dimora a Orgosolo.
Se il gip dovesse accogliere queste richieste, insomma, il Comune di Orgosolo sarebbe travolto da una vera bufera giudiziaria: la giunta verrebbe dimezzata.
La decisione del gip potrebbe arrivare già nei prossimi giorni, forse anche domani, al termine degli interrogatori di garanzia dei dodici indagati. Nel caso di una richiesta, da parte della Procura, di sospensione dall’esercizio di un pubblico ufficio o servizio, infatti, gli interrogatori di garanzia vengono fissati prima della decisione del giudice per le indagini preliminari, e non dopo come invece avviene di solito. Per la Procura, in particolare, i sei amministratori comunali indagati, ovvero il sindaco e gli assessori o ex assessori, Podda, Cossu, Battacone, Devaddis e Moro, avevano commesso un abuso d’ufficio. «Perché – scrive il pm Vacca – in concorso tra loro, nell’ambito della procedura amministrativa finalizzata all’esecuzione dei lavori di ristrutturazione e riqualificazione degli impianti sportivi comunali denominati “Santa Caterina”, intenzionalmente procuravano alla società Mondo spa, con sede ad Alba, un ingiusto vantaggio patrimoniale al contempo arrecando danno economico all’amministrazione comunale». A Murgia viene invece contestato il reato di falso ideologico, mentre a tutti gli amministratori indagati e alla responsabile del procedimento, Piras, viene contestato anche il reato di “turbata libertà degli incanti”.
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