La giunta risponde al pm: «Dimissioni»
Il sindaco, gli assessori e i consiglieri di minoranza hanno rimesso il mandato dopo le pesanti accuse della Procura
ORGOSOLO. Una scossa tellurica dietro l’altra: due scosse di terremoto che hanno fatto cadere a pezzi il Comune di Orgosolo. La prima, quella più devastante, è stata innescata dalla Procura della Repubblica che ha chiesto al gip (che oggi dovrebbe decidere) la decapitazione della giunta comunale con una serie di misure cautelari nei confronti di undici tra assessori, ex assessori e tecnici e il divieto di dimora in paese per il sindaco Dionigi Deledda. La seconda scossa, avvertita a Orgosolo con la stessa intensità, è arrivata nel pomeriggio di ieri quando il sindaco, gli assessori e tutti i consiglieri di maggioranza hanno deciso di rassegnare le dimissioni. Spiegando i motivi in una lettera che è stata inviata al prefetto Ninni Meloni e al Comune di Orgosolo per essere protocollata. «Presa visione dell’avvio del procedimento penale che vede indagati l’intera giunta e alcuni dipendenti comunali per reati contro la pubblica amministrazione – hanno scritto tutti i dimissionari nella lettera, stilata al termine di una lunga riunione in Comune –, relativamente alle richieste cautelari del pm, pur respingendo ogni addebito e riservandosi di dimostrare la mancanza di responsabilità penali e pur conservando la fiducia nell’operato della magistratura, rilevano che le richieste cautelari del pm sono tese di fatto a impedire l’esecuzione del mandato amministrativo conferito con le elezioni di maggio 2015 dalla comunità di Orgosolo. Al fine di evitare eventuali tensioni sociali e assicurare comunque il governo della cosa pubblica – hanno concluso i firmatari della lettera – rassegnano le proprie dimissioni irrevocabili con decorrenza immediata».
La lettera è stata firmata dai 9 componenti dell’attuale maggioranza compreso il sindaco Dionigi Deledda: Salvatore Podda, Antonio Pasquale Devaddis, Nicola Garippa, Antonio Moro, Maria Pina Muscau, Pasquale Lovicu, Rossella Vedele e Antonio Floris. Non è improbabile che i nove confermino pubblicamente le loro dimissioni nella seduta di consiglio comunale convocato per stasera, ma vincolato alle decisioni odierne della magistratura.
Il futuro del Comune di Orgosolo è nelle mani del gip di Nuoro che oggi dovrà valutare le richieste avanzate dal pubblico ministero Andrea Vacca nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta irregolarita dell’appalto per il rifacimento del campo sportivo in erba sintetica. Indagini portate avanti per alcuni anni dal commissariato di polizia di Orgosolo, dopo il ricorso presentato dall’azienda esclusa e dalle quali erano emersi elementi che hanno portato la Procura a chiedere al gip il divieto di dimora a Orgosolo per il sindaco Dionigi Deledda ravvisando i reati di abuso d'ufficio, falso e turbativa d'asta. Il pm ha sollecitato la sospensione dall’esercizio di pubblico ufficio o servizio per il vicesindaco Salvatora Podda, gli assessori Antonio Pasquale Devaddis e Nicola Garippa e gli ex assessori Antonio Luigi Cossu, Francesco Battacone e Antonio Moro. Nel mirino, con la richiesta di sospensione dal servizio, sono finiti Agostino Murgia, all’epoca dei fatti dirigente capo dell’Ufficio tecnico comunale e attualmente responsabile dell’Ufficio trasparenza e anticorruzione nel Comune di Baunei, Angela Corda responsabile del Servizio finanziario del Comune di Orgosolo, gli ingegneri Massimiliano Mereu ed Elisabetta Piras, direttori dei lavori del campo sportivo e David Cosentino, dipendente della società Mondo spa di Alba alla quale il Comune di Orgosolo aveva affidato l'appalto per rifare il campo sportivo.
Oggi in tribunale a Nuoro si svolgeranno gli interrogatori di garanzia di tutti gli indagati e al termine il gip dovrà prendere la decisione. Le dimissioni in massa della giunta comunale di Orgosolo potrebbero far cambiare il corso del procedimento, visto che le misure richieste dal pm diventerebbero inefficaci. (plp)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
