La figlia rientrò a casa poco prima della tragedia
NUORO. «Sì, conoscevo Cisco. È mio compare, ho battezzato la figlia Francesca, andavo spesso a casa sua e ci frequentavamo». Tra i testi che hanno deposto ieri in corte d’assise c’è stata anche...
NUORO. «Sì, conoscevo Cisco. È mio compare, ho battezzato la figlia Francesca, andavo spesso a casa sua e ci frequentavamo». Tra i testi che hanno deposto ieri in corte d’assise c’è stata anche Margherita Pala, comare della vittima. Era stata lei, la sera del delitto, ad accompagnare a casa la figlia di Chessa, dopo che era stata a casa sua e aveva fatto i compiti. «La sera dell’omicidio – ha raccontato ieri in aula – ho accompagnato Francesca fino all’uscio di casa. L’ho accompagnata io, sapevamo che il padre era al bar. Ho aspettato che entrasse e poi sono andata via».
«Ha notato nulla di particolare in quei momenti?», gli chiede il pubblico ministero Andrea Vacca. «No – risponde lei – non ho notato nulla di particolare nei pressi della casa. Non ricordo se i lampioni erano accesi o ce n’era qualcuno spento».
Di lì a poco, i killer sarebbero entrati in azione esplodendo sei colpi di fucile mentre Chessa cercava di entrare in casa. (v.g.)
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