Macomer, spiraglio per i tessili
Il 10 marzo sarà pubblicato il bando da un milione di euro per il microcredito e l’autoimpiego
MACOMER. L’accordo per i tessili della provincia di Nuoro inizia lentamente a muoversi e a produrre i primi risultati. Si tratta di poca cosa rispetto alle effettive necessità di una categoria che la crisi ha lasciato senza lavoro, ma potrebbe essere l’inizio di una nuova stagione. Il 10 marzo sarà pubblicato il bando per il microcredito e l’autoimpiego che ha in dote un milione di euro, mentre il 21 marzo chiuderà la misura”Flexicurity” per la quale bisognerà poi vedere quanti lavoratori tessili sono riusciti a inserirsi in un tirocinio. La misura “Welfare to work” è stata attuata con un bando riservato ai tessili e i termini per presentare domanda sono scaduti il 31 dicembre. Poi c’è la partita dei “Cantieri verdi” proposti dalla Regione come soluzione tampone in attesa della soluzione che le politiche attive del lavoro avrebbero dovuto garantire con le altre misure. In termini di ricaduta occupazionale non si è visto tanto, ma la macchina dell’accordo inizia a muoversi, anche se molto lentamente perché la burocrazia regionale è come un freno a mano tirato che complica le procedure. Intanto il tempo passa e aumenta il numero degli ex tessili che escono dalla copertura degli ammortizzatori sociali. Entro il 2016 saranno tutti fuori. «Una risposta importante potrebbe darla la misura “Welfare to work” – spiega Katy Contini della Cisl –, ma c’è stato pochissimo tempo per farla conoscere e gli stessi lavoratori hanno incontrato difficoltà. Ha prodotto meno di una decina di assunzioni. Stiamo chiedendo che venga riaperta perché, se ben gestita, potrebbe dare risposte importanti». Un certo numero di lavoratori è stato ammesso ai tirocinii formativi con la “Flexicurity”, ma si tratta di una soluzione senza prospettive. Le imprese hanno detto chiaramente che alla fine dei sei mesi non ci saranno assunzioni. «È una soluzione che dà una boccata d’ossigeno a chi non ha nulla perché consente di prendere 600 euro lordi al mese per sei mesi – dice Jose Mattana della Cgil, – ma non risolve il problema. Alle imprese chiediamo di assumerli con contratto a termine di sei mesi. Questo consentirebbe di accedere ad altri sei mesi di disoccupazione, ma in questo territorio le difficoltà economiche sono enormi e nessuno si fa carico di altri costi».
Il comitato di monitoraggio dell’accordo per i tessili dovrebbe riunirsi presto per definire diversi aspetti della situazione che attendono risposte. Difficilmente ne arriveranno dai cantieri verdi perché stentano a partire e perché i tessili restano fuori dalle graduatorie. «È un accordo che non risolve la situazione dei tessili – spiega Jose Mattana –, l’avevamo detto da subito. Le misure proposte sono insufficienti e inadeguate. In questo territorio non ci sono più le aziende per cui non c’è nessuno che possa assumere». (t.g.t.)
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