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Nuoro

Bonifiche, la Provincia ora diffida il Consorzio

di Federico Sedda
Bonifiche, la Provincia ora diffida il Consorzio

Chiesta entro 15 giorni un’approfondita indagine ambientale sull’area industriale Le analisi dovranno verificare soprattutto la situazione delle acque sotterranee

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OTTANA. Anche il Consorzio industriale provinciale di Nuoro, l’ente pubblico che gestisce il depuratore dello stabilimento chimico ex Enichem (l’ex Asi), finisce nel ciclone che ha investito l'area industriale di Ottana per le mancate bonifiche ambientali. Stavolta, però, a intervenire non sono i carabinieri del Noe su ordine della procura della Repubblica di Nuoro che ha avviato l'inchiesta sui veleni di Ottana, ma la Provincia di Nuoro che, tra l'altro, fa parte dello stesso Consorzio industriale. Con un atto firmato dal dirigente del settore Lavori pubblici, protezione e ambiente, Manuel Delogu, la Provincia ha diffidato il Consorzio a predisporre entro quindici giorni il piano di caratterizzazione ambientale e ad avviare le indagini per la verifica della situazione ambientale delle acque sotterranee in un sito dell'area controllata dall'ente consortile, attivando, nel contempo, le necessarie misure di messa in sicurezza e di emergenza.

A fare scattare la diffida sono stati la mancata realizzazione del piano di caratterizzazione entro sei mesi dalla data del rilascio dell'autorizzazione integrata ambientale (Aia) da parte della Provincia e il superamento della concentrazione della soglia di contaminazione (Csc) di una sostanza pericolosa rilevata in un pozzo di controllo delle acque sotterranee. La prima "inadempienza" riguarda il piano di caratterizzazione ambientale che, secondo la legge 152 del 2006, è lo strumento "identificabile con l'insieme delle attività che permettono di ricostruire i fenomeni di contaminazione a carico delle matrici ambientali in modo da ottenere informazioni di base su cui prendere decisioni realizzabili e sostenibili per la messa in sicurezza e/o bonifica del sito».

Il Consorzio industriale avrebbe dovuto dotarsi di questo strumento entro sei mesi dall'autorizzazione Aia rilasciata il 7 luglio del 2015. "Alla data odierna - si legge nella diffida firmata l'11 marzo 2016 - il gestore non ha provveduto a comunicare l'avvenuto adempimento della prescrizione".

Il secondo motivo che ha provocato la diffida riguarda, invece, l'inquinamento di una falda acquifera sotterranea. «L'Arpas di Nuoro – si legge nel documento – l’8 marzo scorso ha inviato alla Provincia i rapporti di prova riguardanti gli esiti analitici dei campioni di acque sotterranee prelevati dal piezometro Pz2. Dalle analisi emergono notevoli superamenti delle Csc relativi al parametro tricloroetiline». Da qui la diffida «per inosservanza delle prescrizioni autorizzatorie o di esercizio» che impone al Consorzio industriale provinciale di adempiere entro 15 giorni alle inosservanze rilevate e di avviare immediatamente le indagini per la verifica della situazione ambientale delle acque sotterranee nel piezometro Pz2».

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