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Nuoro

Da Arbatax al mar Egeo per salvare i migranti

di Lamberto Cugudda
Da Arbatax al mar Egeo per salvare i migranti

Matteo Gregorio è uno degli undici componenti della motovedetta CP 322 Un servizio televisivo documenta il recupero dei profughi nell’isola di Samos

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ARBATAX. Fra gli undici componenti dell’equipaggio della motovedetta CP 322 della Guardia costiera impegnata da alcuni mesi nel Mare Egeo – nella zona dell’isola di Samos, in Grecia (a poca distanza dalle coste turche) – nel salvataggio dei migranti che cercano di raggiungere l’Europa via mare, da diversi mesi vi è imbarcato anche un uomo dell’Ufficio circondariale marittimo Arbatax-Guardia costiera. Si tratta del sottocapo di prima classe, il soccorritore navale (rescue swimmer) Matteo Gregorio, di Salerno, da tanti anni residente a Tortolì, dove si è sposato. È stato a Tortolì-Arbatax, per una breve licenza, a fine febbraio e martedì 2 è ritornato nell’isola greca. Giovedì sera, nel corso del programma televisivo “Le Iene”, su Italia1, è andato in onda un servizio di circa 20 minuti dal titolo “La vita e la morte nel mare dei migranti”. L’inviato Gaetano Pecoraro ha trascorso una notte a bordo della Cp 322 impegnata nel servizio di soccorso ai migranti. Nel corso del lungo servizio su questi undici “angeli del mare” della Guardia costiera italiana, si è visto Matteo Gregorio, insieme ai colleghi, recuperare da un gommoncino nove profughi dell’’Afghanistan, un cadavere che stava in acqua da oltre un mese e mettere in salvo, con gli altri, una trentina di siriani in fuga dalla guerra (fra cui bambini e neonati, donne, giovani e anziani) che erano a bordo di due gommoni.

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