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Nuoro

Il Comune scommette sul distretto della nautica

di Lamberto Cugudda
Il Comune scommette sul distretto della nautica

Approvato lo studio di fattibilità per i cantieri da ospitare nelle aree del porto Il progetto portato avanti dal 2008 anche da altre giunte si avvia alla conclusione

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ARBATAX. Si spera ancora nel comparto della nautica. L’amministrazione comunale di Tortolì-Arbatax, guidata dal sindaco Massimo Cannas – dopo tanti incontri tenutisi con l’ufficio di Piano, i consulenti e tutti i vari enti preposti del territorio – ha approvato lo studio di fattibilità «per la realizzazione del Metadistretto della nautica e di una rete dei poli nautici del Mediterraneo, da mettere in atto nelle aree industriali del porto Arbatax».

Così come viene specificato dall’esecutivo comunale di centrodestra, è un’azione «da attuarsi in sinergia, in modo particolare, con il Consorzio Industriale provincile Ogliastra e di concerto con la Regione». E ancora: «Si tratta di un’azione del più complesso Piano strategico dell’area vasta di Tortolì-Arbatax, destinato all’infrastrutturazione di tali aree. È un progetto portato avanti sin dal 2008 da tre amministrazioni comunali diverse, che finalmente si avvia a conclusione». Gli amministratori comunali passano a illustrarlo in maniera più dettagliata: «L’approvazione di tale studio di fattibilità risponde in primis all’obiettivo di realizzazione di un sistema reticolare delle diverse aree di produzione del territorio. E risulta necessario affinché l’ente possa attivarsi partecipando a bandi regionali per l’ottenimento di finanziamenti destinati alla predisposizione di progetti d’importanza strategica, sotto l’aspetto economico e sociale.

Per quanto riguarda le opere civili, il progetto prevede la riqualificazione del viale di accesso ad Arbatax. Tutte le infrastrutture, realizzate secondo la logica Apea (Aree produttive ecologicamente attrezzate), serviranno per connettere l’abitato con le zone portuali attraverso la valorizzazione delle aree industriali». Il consigliere comunale con delega all’Urbanistica, Luigi Chessa, sottolinea: «Il modello delle Apea trasferisce l’obiettivo delle politiche pubbliche di tutela ambientale dal singolo sito produttivo, al contesto che lo accoglie (distretto o zona industriale) potendo così ottenere il duplice risultato di una più alta efficacia (maggiori prestazioni ambientali) e di un alto valore aggiunto (vantaggi economici per tutti gli operatori). Attraverso una gestione oculata, questo modello innovativo di area produttiva è orientato a ridurre al minimo il consumo di risorse e l’impatto ambientale delle imprese insediate».

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