Pasquetta a Gorropu: «Una follia un trekking per cinquecento persone»

La folla di Pasquetta a Gorropu

Parlano Paba (Cai) e Falchi (Fie): «Avrebbero dovuto limitare le iscrizioni». E la società Andhalas Ogliastra propone una gita riparatoria a titolo gratuito

NUORO. La prima reazione tra gli addetti ai lavori è stata di sollievo perché non si è verificato alcun incidente. È seguita una risata, perché un gruppo di 500 escursionisti, o aspiranti tali, in Supramonte non si era mai visto, e una folla del genere è più facile trovarla in un centro commerciale che in un’area Sic (sito d’interesse comunitario) qual è la gola di Gorropu. Poi è seguita l’indignazione: non si può organizzare un’escursione in quei territori per cinquecento persone, il massimo di partecipanti non deve superare le 50-60 unità. E per ciascuno di loro ci deve essere un accompagnatore esperto, in un rapporto almeno di uno per otto persone.

   La pensa così Paolo Falchi, presidente regionale della Federazione italiana escursionismo (Fie), che dopo il primo stupore alla notizia della Pasquetta a Gorropu ha sentito il dovere di intervenire sul caso. «Non è possibile organizzare gruppi di queste dimensioni, ma anche se fosse stato un gruppo di cento persone i problemi ci sarebbero stati comunque nell’attraversamento di alcuni tratti all’interno della gola. Gli organizzatori dovevano avere il coraggio di limitare le iscrizioni, rimandare a casa chi non aveva l’equipaggiamento adatto, e avevano l’obbligo comunque di guidare i partecipanti nel trekking, anche se quello di Gorropu entrando dal territorio di Dorgali non presenta particolari difficoltà».

 Sulla stessa linea anche Giancarlo Paba, presidente della sezione di Nuoro del Club Alpino Italiano. «Organizziamo almeno una volta l’anno un’escursione a Gorropu per i nostri iscritti, e per un limite massimo di 50-60 persone. Ma si tratta in genere di persone che hanno acquisito un minimo di dimestichezza con il trekking partecipando ai nostri corsi, che annualmente propongono sette lezioni teoriche e sette uscite sul campo. E per ogni trekking mettiamo a disposizione accompagnatori qualificati».

  E mentre la notizia della Pasquetta fantozziana continua fare il giro del web, la società organizzatrice, l’Andhala Ogliastra con sede a Lanusei, ha diffuso un comunicato, pubblicato anche sulla proprio pagina Facebook, in cui si scusa per i disagi provocati; e come già anticipato alla Nuova Sardegna, si dice risposta a una gita riparatoria a titolo gratuito. «È doveroso fornire una spiegazione sui disagi che i partecipanti hanno lamentato», scrive il presidente Ivan Deplano.  «Il primo elemento da considerare è l'inaspettata numerosità dei partecipanti, dovuta alla mancata fissazione di un tetto massimo».

Deplano ammette che il consistente assembramento di auto nel punto di ritrovo ha portato i vigili urbani di Dorgali ad adottare una soluzione d’emergenza, e dunque a individuare il parcheggio a notevole distanza (5 km) da quello precendemente ipotizzato. «Ciò con tutta evidenza ha determinato un allungamento del percorso fra andata e ritorno di circa 10 km», ma «le prescrizioni della polizia municipale non si discutono, si eseguono». E ancora: «è doveroso rimarcare come una buona parte dei partecipanti si sia presentata senza rispettare le prescrizioni fornite, senza quindi dotarsi di scarponi e abbigliamento adatti al trekking proposto. Detto questo, un numero indefinito di partecipanti, non avendo la pazienza né il buonsenso di aspettare il resto del gruppo e gli operatori dell'Associazione, si è avviato per proprio conto, in alcuni casi perdendosi inevitabilmente, e dovendo successivamente essere recuperato».

 Infine l’offerta di una gita riparatoria: «l'Associazione intende, con vero spirito collaborativo, invitare gratuitamente a uno dei suoi prossimi trekking (a Pasquetta si pagavano 15 euro, ndr) coloro i quali, partecipanti al trekking di Pasquetta, abbiano da lamentare i disagi descritti sopra». 

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