Orosei, a rischio il distaccamento della polizia stradale
La segreteria Uil lancia l’allarme per la possibile chiusura Cabras: «Subito un tavolo tecnico, pretendiamo certezze»
OROSEI. Nuovo campanello d’allarme sul futuro del distaccamento della polizia stradale. A rischio chiusura, ancora una volta, è l’ufficio di Orosei, riferimento sicuro per tutta la Baronia. «La sua chiusura comporterebbe gravi ripercussioni a danno della comunità, dato il conseguente calo drastico della sicurezza e della perlustrazione stradale che ne deriverebbe, soprattutto nei periodi estivi, quando la zona è abitata da migliaia di turisti provenienti da varie parti d’Italia e d’Europa». A sollevare la voce è Giovanni Cabras, segretario generale provinciale della Uil polizia. «Il distaccamento di Orosei – sottolinea –, sino allo scorso giugno contava 12 uomini, oggi invece ne conta soltanto 8. Nessuno è stato rimpiazzato, nonostante numerosi sardi sono rientrati in provincia e nella specialità».
«Chiaro che questo atteggiamento è il preludio all’attuazione del piano di chiusura» incalza Cabras, che ha subito segnalato la situazione alla segreteria nazione del suo sindacato. «Non inviando il personale a Orosei, è lapalissiano che l’attività, nonostante l’abnegazione ed il sacrificio dei colleghi rimasti, è fortemente rimaneggiata. Non solo, le ripercussioni si hanno anche a livello di diritti del personale».
Oltre a danneggiare economicamente i dipendenti, infatti, che (in caso di chiusura del distaccamento oroseino) troverebbero la collocazione più vicina a 40 chilometri (Nuoro o Siniscola), a farne le spese sarebbe soprattutto la comunità. Intanto lo stabile che ospita il distaccamento è di proprietà del Comune che ha deciso da tempo di investire sulla sicurezza, mettendo a disposizione un edificio accogliente, con numerosi alloggi per gli agenti e ampi spazi per le auto di servizio. «Ritengo – riprende Giovanni Cabras – che il progetto di chiusura dell’amministrazione di polizia sia un atteggiamento poco corretto visto che pubblicamente aveva garantito un confronto chiaro e costruttivo. Credo sia necessario aprire un tavolo tecnico al fine di trovare una risposta a questa tendenza, lo stesso Governo è indispensabile intervenga al fine di consentire a questi uffici e ai dipendenti di lavorare al meglio e con dignità, in attesa delle future determinazioni frutto però di un lavoro trasparente e condiviso».
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