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Nuoro

Oniferi, un esproprio a caro prezzo

di Paolo Merlini
Il parco Ghido, all'ingresso di Oniferi
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Il parco Ghido, all'ingresso di Oniferi

Il Comune rischia di dover risarcire con una somma attorno ai 150mila euro per ettaro gli ex proprietari del parco Ghido

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ONIFERI. Dopo le vicissitudini del centro ambientale, una nuova tegola finanziaria a più zeri risalente ad atti amministrativi del passato incombe sulla giunta guidata da Stefania Piras. Lei stessa ne darà notizia questa sera al consiglio: il Comune di Oniferi potrebbe essere costretto a sborsare una somma superiore ai 500mila euro per un esproprio risalente al 1997. Si tratta di quattro ettari di terreno adibito a pascolo nei quali è stato realizzato il parco giochi Ghido, alla periferia del paese. Un’area di non particolare pregio ambientale o naturalistico, strappata forse all’incuria che spesso contraddistingue le periferie dei paesi barbaricini, per la quale il Comune ha già sborsato, in fase d’esproprio per fini di pubblica utilità, la somma di circa centomila euro. Un prezzo, secondo chi si occupa di questo genere di valutazioni, del tutto congruo, se non di gran lunga superiore al valore effettivo del terreno.

Il problema è che gli ex proprietari del terreno hanno presentato opposizione al provvedimento del presidente della giunta regionale che nel 1997 aveva stabilito con un proprio decreto la somma di 36 milioni di lire (cioè circa 18mila euro di oggi) come indennità di espropriazione. I proprietari infatti lamentavano che i terreni avessero una vocazione edificatoria in quanto immediatamente prossimi all’abitato di Oniferi. Il valore, dunque, doveva essere valutato secondo il valore di mercato delle aree per immobili e non solo per uso agricolo. Ma ritenevano inoltre che la perizia che aveva portato a quella valutazione si era limitata a considerare il suolo nudo, e non il soprasuolo, cioè i circa 250 alberi di roverella presenti.

Successivamente, la sezione distaccata di Sassari della Corte d’appello di Cagliari, sulla base di una serie di perizie, stabilì una nuova indennità di espropriazione, escludendo anche stavolta il soprasuolo boschivo, vista la “natura edificatoria” del terreno, nella somma di 55mila euro, più un’indennità per la durata del periodo di occupazione. In sostanza, il Comune di Oniferi era chiamato a versare una somma complessiva attorno ai centomila euro.

Tutto a posto? No, perché gli ex proprietari tornavano all’attacco e chiedevano anche l’indennità di soprasuolo (nella misura di 42mila euro). Due anni fa, la prima sezione civile della Cassazione ha cassato la sentenza precedente e ha disposto il rinvio alla Corte d’appello di Cagliari, con l’indicazione di tenere in debito conto, nella valutazione dell’indennità d’esproprio, «il valore dato dal soprassuolo ivi esistente». A questo punto, la Corte d’appello ha nominato un proprio consulente tecnico d’ufficio (Ctu) per una nuova valutazione dei terreni. Lo stesso hanno fatto il Comune di Oniferi e i proprietari del terreno. La doccia fredda per la giunta Piras è arrivata nei giorni scorsi, quando il Ctu ha depositato la propria perizia stabilendo il valore del soprasuolo arboreo in 500mila euro. Che rapportati alle finanze del Comune di Oniferi fanno circa la metà del bilancio annuale a disposizione dell’amministrazione.

A questo punto, i periti di parte dovranno esprimere le proprie valutazioni e i giudici stabilire un nuovo indennizzo. Come andrà a finire? Di sicuro quel boschetto alla periferia di Oniferi costerà ancora caro alle casse comunali, dalle quali negli anni scorsi è uscito un altro milione e 400mila euro destinato ai medesimi proprietari di Ghido (si trattava del campo sportivo, due ettari). Quanto? Anche centocinquantamila a ettaro, niente male per un terreno alle porte di un paese delle zone interne votato allo spopolamento, dove generalmente bastano dai cinque agli ottomila euro per acquistare un ettaro di terreno.

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