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Tossilo, un nuovo accordo per rilanciare le imprese

Macomer, i sindaci del Marghine mettono a punto le strategie per le aree Malcontento contro la Regione per la mancanza di impegni concreti

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MACOMER. Valorizzazione e tutela delle risorse culturali e ambientali, infrastrutture per superare il divario che separa il centro Sardegna dalle aree più competitive del Cagliaritano, fiscalità di vantaggio e incentivi alle imprese che investono nel territorio. Sono questi gli elementi dell’impalcatura sulla quale i sindaci del Marghine hanno costruito il nuovo accordo di programma di Tossilo con un lavoro di progettazione dal basso che ha impegnato a lungo le strutture comunali. A distanza di un anno dalla presentazione di proposte e progetti, gli impegni della Regione sono fermi agli impegni verbali assunti dal presidente Pigliaru e dall’assessore Paci. Di concreto non c’è ancora nulla e il malcontento dei sindaci assume la dimensione della protesta.

L’intensa progettazione dal basso (richiesta dalla Regione) che ha dato vita a progetti e proposte rischia di essere vanificata dai tempi e dai meccanismi della burocrazia regionale che hanno fatto fallire la prima fase dell’accordo di programma di Tossilo e che stanno ponendo le basi di un secondo flop, che per i sindaci sa di presa in giro. Da notizie non ufficiali, sembrerebbe che il Centro regionale di programmazione stia procedendo con l’istruttoria del nuovo accordo e che l’assessore Paci, al quale i sindaci hanno chiesto un incontro, stia aspettando l’esito della stessa. Sia in fase di elaborazione dei progetti che subito dopo la presentazione alla Regione si era creata una forte aspettativa. I comuni avevano messo in campo una progettualità attenta soprattutto alla valorizzazione delle risorse locali, ma con un occhio alla possibilità di attrarre nuove imprese in grado di dare risposte occupazionali subito in un’area di crisi che in meno di dieci anni ha bruciato più di duemila posti di lavoro.

Il nuovo accordo proposto dai sindaci si articola su due fronti, quello delle iniziative pubbliche per le infrastrutture e quello rivolto alle imprese per favorirne l’insediamento in un’area di crisi dove le diseconomie collocano le produzioni fuori mercato. Fra gli interventi pubblici alcuni sono rivolti all’ambiente, come i cantieri verdi, il potenziamento del patrimonio boschivo e la sentieristica. Si punta inoltre a realizzare a Macomer anche il ciclo integrato dei rifiuti legato all’impianto di trattamento di Tossilo. I sindaci propongono ancora la creazione del nodo infrastrutturale e trasportistico di Macomer per rilanciare la centralità e il ruolo del capoluogo del Marghine nei trasporti regionali. Con la fine della fase industriale che ha creato migliaia di disoccupati si guarda infine al patrimonio archeologico, culturale e ambientale del territorio per valorizzarlo con lo scopo di riavviare la crescita economica e occupazionale. (t.g.t.)

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