«Università, la scelta del Consorzio è un atto illegittimo»
Polemica continua, nuovo attacco del Partito democratico «Sbagliata la decisione di sciogliere la Fondazione»
NUORO. La battaglia sulla Fondazione universitaria continua. Una battaglia senza esclusione di colpi con l’amministrazione Soddu nel mirino del Partito democratico, che sta lanciando i suoi strali attraverso i suoi esponenti di spicco: il segretario cittadino Francesco Manca seguito a ruota dal consigliere comunale ed ex vicesindaco Leonardo Moro che in consiglio ha esposto la sua posizione e la decisa opposizione allo scioglimento. Una guerra che si sta consumando su un’istituzione che non ha mai brillato per presenza qualitativa. L’università a Nuoro continua a essere una chimera: c’è, ma non è mai riuscita a decollare. Funziona, ma non riesce a richiamare quella moltitudine di studenti che potrebbe imprimerle un cambiamento di rotta. Non ha “appeal”, attrattiva, fascino. E così, mentre si continua a litigare sulla Fondazione e sul Consorzio, gli studenti nuoresi continuano a partire verso altri atenei. Il Polo universitario ambientale è ancora soltanto un insieme di parole vuote. Non c’è nulla, neppure la firma sull’accordo con la Regione, che tarda ad arrivare nonostante le promesse.
Al momento, l’unica certezza sull’Università nuorese è la polemica che si trascina dietro, legata al come dovrà essere gestita: attraverso una Fondazione, come riportato anche sulla recente legge regionale sul riordino degli enti locali. Oppure attraverso un Consorzio, come è stato finora, ma che non è più previsto dalla legge regionale.
La giunta guidata da Andrea Soddu ha per ora deciso di andare avanti con il Consorzio e, conseguentemente, con lo scioglimento della Fondazione che era stata istituita pochi giorni prima della campagna elettorale dello scorso anno e della quale era stato chiesto il riconoscimento alla Regione due giorni dopo l’insediamento dei nuovi amministratori comunali. Da quel momento, era il 17 giugno, è cominciata la battaglia, dalla quale sono rimasti fuori i nominati nella Fondazione, che hanno sempre tenuto un profilo basso, defilandosi dalle polemiche ma neppure ipotizzando eventuali dimissioni.
In questo scenario da guerra fredda, è maturato il conflitto che è esploso apertamente nell’ultima seduta del consiglio comunale.
«Riteniamo che l'uscita dalla Fondazione universitaria e la conferma del Consorzio sia illegittima – ha spiegato il consigliere del Pd, Leonardo Moro, in una nota –. Il Consorzio risulta cessato già dal 2008 e, anche volendo, la Provincia, per legge, non ha più competenze in materia culturale. Il Consorzio quindi non avendo altri soci non può esistere. La legge regionale di riordino degli enti locali prevede la Fondazione per gli studi universitari nella Sardegna centrale e sopprime i consorzi fra enti locali – ha sottolineato Leonardo Moro – . La votazione del Consiglio ha prodotto un atto illegale. E con la scelta di uscire dalla Fondazione, si cancella il Comune di Nuoro dalla politica universitaria. A noi pare una scelta scellerata, che apre un pericoloso vuoto istituzionale. E per uscire dagli equivoci – ha insistito l’ex vicesindaco, esponente di spicco del Pd nuorese – sottolineiamo che gli organi della Fondazione, costituita da enti pubblici, sono per definizione incarichi a titolo gratuito, mentre quelli del fantomatico Consorzio prevedono l’indennità, che viene attualmente percepita da quello che chiamano Commissario del Consorzio e che invece risulta essere, in tutto e per tutto, l’ottavo assessore della giunta Soddu. E allora – ha concluso Leonardo Moro – lanciamo una sfida: se si ritiene che il Consorzio esista e gli esponenti della Giunta Soddu vogliono essere coerenti, si convochi l’assemblea per la nomina degli organi previsti nello Statuto e cioè il Consiglio di amministrazione, il presidente, il Collegio dei revisori e il direttore con le conseguenti indennità e e compensi». (plp)
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