Gioco d’azzardo, Lai (M5S) «Serve un regolamento»
Il consigliere comunale ha presentato una interrogazione sulle sale slot «In provincia 32 attività ogni 10mila abitanti. Bisogna contrastare il fenomeno»
NUORO. Trentadue sale destinate al gioco d’azzardo ogni 10mila abitanti: dieci attività in più per lo stesso numero di residenti, rispetto alla media della Sardegna, e un mucchio di persone che ogni giorno dilapidano centinaia di euro nella vana speranza di portarne a casa svariate migliaia in più. Sarà per questo, dunque, che nei giorni scorsi, il consigliere comunale e portavoce del Movimento Cinque stelle, Tore Lai, ha presentato una interrogazione in Comune che ha come tema proprio quello del gioco d’azzardo e della presenza di sale per le slot machine nei confini di Nuoro.
La richiesta di Lai e del movimento Cinque stelle, sul punto, è piuttosto chiara. Il movimento, come spiega lo stesso consigliere, «chiede che il Comune adotti un regolamento, per la disciplina della sale da gioco e dei giochi leciti definendo distanze e orari in prossimità di luoghi sensibili quali scuole, luoghi di culto, impianti sportivi, strutture operanti in ambito sanitario. Chiediamo che la polizia locale esegua maggiori controlli per evitare il gioco da parte dei minorenni e del rispetto dell’esposizione sull’avvertimento dei rischi da dipendenza che sia visibile e immediato».
Nella stessa interrogazione, il portavoce dei Cinque Stelle, chiede anche che al Comune che «l’ammontare dell’importo percepito dalla violazione sul gioco venga destinato per le campagne di sensibilizzazione sul gioco d’azzardo e che ci sia più intenso coordinamento con la Asl, le scuole, le associazioni per una maggiore prevenzione e contrasto del gioco d’azzardo. Come già avviene in tanti comuni sarebbe opportuno incentivare i locali commerciali con deibonus o con diminuzione di tasse comunali, ad esempio quella dell’insegna o dell’occupazione di suolo pubblico, per coloro che decideranno di abbandonare o non installare queste slot o corner di scommesse». Il consigliere comunale, nella stessa interrogazione, ricorda anche che molte regioni, in Italia, hanno da tempo emanato alcune norme che contrastano, in diverse forme, il proliferare delle sale destinate al gioco d’azzardo, o comunque in qualche modo garantiscano la tutela di chi è più portato a frequentarle.
«Diversi comuni sardi – aggiunge Lai – hanno iniziato a contrastare questo fenomeno con diverse iniziative quali bandi per la concessione di tributi agli esercizi che intendono rimuovere slot machine dai propri locali con bonus in denaro per le attività commerciali che decideranno di togliere gli apparecchi da gioco o che non le installeranno. Molti comuni in Italia hanno adottato regolamenti che limitano l’orario e le distanze dai punti di aggregazione o dove si possa reperire denaro».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
