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Nuoro

Macomer, il ministero salva l’ufficio del giudice di pace

Il provvedimento diventerà operativo solo dopo l’emanazione dei decreti Gli enti locali del Marghine si sono impegnati a farsi carico delle spese

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MACOMER. L’ufficio del giudice di pace di Macomer è stato definitivamente ammesso alla riapertura. Un decreto del ministro di Grazia e giustizia del 27 maggio ha determinato l’elenco degli uffici del Giudice di pace che potranno riaprire a spese dei comuni. In Sardegna sono due. Uno è quello di Macomer. Il provvedimento arriva alla vigilia della scadenza del termine, il 31 maggio, entro il quale il ministero si era riservato di decidere. Il decreto entrerà in vigore dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Ciò non significa che il giorno dopo riapriranno gli uffici. Prima bisognerà attendere la determinazione delle piante organiche dei giudici, altri adempimenti e soprattutto i decreti ministeriali di riapertura vera e propria dei singoli uffici. Salvo ritardi e se tutto andrà bene, se ne riparlerà prima della fine dell’anno.

Il decreto che determina l’elenco degli uffici definitivamente ammessi alla riapertura è un successo del territorio che riesce a recuperare un servizio che, durante il governo Monti, la riforma del ministro Severino aveva cancellato. «Macomer – ha commentato il sindaco, Antonio Succu, – ha vinto la battaglia per la riapertura dell’ufficio del Giudice di pace grazie all’impegno dell’amministrazione comunale di Macomer e di tutti i sindaci del Marghine».

Gli enti locali del Marghine si sono impegnati a farsi carico del costi. Del servizio potranno fruire anche i comuni di un territorio più ampio che comprende la Planargia, il Montiferru e il Ghilarzese, ma solo i comuni del Marghine hanno accettato di sostenerne le spese di funzionamento, anche se in tempi di tagli alle spese e di bilanci magri non è facile mettere mano alla cassa e trovare i soldi necessari per far funzionare un servizio. Due funzionari del Comune di Macomer sono stati destinati all’ufficio del Giudice di pace e hanno fatto la formazione necessaria per essere impiegati nel servizio che restituirà alle popolazioni della zona il diritto di accedere in loco ai servizi giudiziari. La riforma Severino aveva cancellato le sezioni staccate dei tribunali, compresa quella di Macomer più l’ufficio del Giudice di pace. Una disposizione successiva ne consente il ripristino e il mantenimento, ma a condizione che i comuni della giurisdizione si facciano carico dei costi: personale, locali e utenze. Il comune di Macomer metterà a disposizione gli spazi necessari nei locali dell’ex tribunale. Il giudice lo pagherà il ministero della Giustizia. Nel Marghine e Planargia si era pensato di ripartire i costi in base al numero degli abitanti di ciascun comune. L’accordo è saltato. I comuni del Marghine hanno deciso di andare avanti comunque facendosi carico dell’intero costo. L’alternativa sarebbe quella di rivolgersi al Giudice di pace di Oristano, dove attualmente è necessario recarsi per qualsiasi esigenza, anche per impugnare un verbale di contravvenzione. (t.g.t.)

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