Un protocollo tra i Comuni per l’accoglienza dei migranti
Macomer, incontro di sindaci dell’Unione con la Confcooperative e le suore salesiane Si cerca di evitare soluzioni calate dall’alto come quelle proposte tempo fa per l’ex carcere
MACOMER. Il Marghine si prepara a gestire l’arrivo di migranti che toccherà anche il centro Sardegna. La soluzione è quella dell’accoglienza diffusa evitando strutture affollate che sanno di lager e creano problemi. Prima che arrivino progetti ingestibili calati dall’alto, il Marghine si prepara ad affrontare il fenomeno con soluzioni condivise e costruite col contributo di tutti. Ieri, nel corso di un incontro all’Unione dei Comuni, al quale sono intervenuti i rappresentanti di tutti i Comuni della zona, sei associazioni e cooperative, la Confcooperative di Nuoro e Ogliastra e le suore salesiane dell’Istituto Madonna di Bonaria, sono state poste le basi di un progetto sul quale sarà costruito un protocollo con la prefettura che regolerà l’accoglienza dei profughi nel territorio.
La condivisione a livello amministrativo (tra Comuni) e di associazionistico, però, non basta. La rete di solidarietà dovrà superare le resistenze xenofobe che potrebbe incontrare tra la gente. Sindaci e associazioni hanno deciso di gestire il problema prima che il ministero dell’Interno intervenga con iniziative calate dall’alto, come quella legata all’ipotesi di utilizzare l’ex carcere per accogliere i profughi, rilevatasi poi impraticabile perché i locali non sono idonei. Inoltre si sarebbe creato una specie di lager concentrando persone con culture ed esigenze diverse che in qualche modo avrebbe finito per creare dei problemi e per alimentare fenomeni di intolleranza.
All’incontro di Macomer, convocato dal presidente dell’Unione dei comuni del Marghine, Antonio Succu, c’erano il presidente di Confcooperative Nuoro-Ogliastra e di Federsolidarietà, Francesco Sanna, le cooperative Progetto H, Luoghi Comuni, Mille Colori, Futura e Aurora, le quali operano nel sociale, le Suore Salesiane e i comuni che fanno capo all’Unione, i quali presto porteranno le proposte scaturite dall’incontro all’attenzione dei rispettivi consigli (Borore, Dualchi e Silanus lo faranno dopo le elezioni). La giunta comunale di Macomer, intanto, ha deliberato di aderire alla rete dei comuni solidali “Resocol” riconoscendosi nelle finalità e negli impegni della stessa. La rete associa comuni medio-piccoli e crea i presupposti per realizzare progetti di solidarietà che i comuni avrebbero difficoltà ad affrontare e gestire singolarmente, a partire dalla gestione dell’accoglienza ai profughi. Le associazioni e i rappresentanti dei comuni che hanno partecipato all’incontro di Macomer si sono detti daccordo a seguire la strada indicata dall’Unione dei comuni e sul progetto di accoglienza diffusa. È stato costituito un gruppo di lavoro con i rappresentanti di tutti i comuni e delle associazioni che predisporrà il progetto alla base di un protocollo con la Prefettura. C’è però problema. I bandi ministeriali chiedono che chi gestisce il progetto abbia almeo cinque anni di esperienza nel settore. (t.g.t.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
